Trovato con 900 video di bimbi abusati

13 Aprile 2016

Roseto, arrestato un insospettabile ex operaio di 49 anni accusato di fare scambi in rete. Oggi va davanti al giudice

ROSETO. E’ stata l’intuizione investigativa di chi ogni giorno cerca nei meandri della rete, e non solo, a far scattare il blitz. Ma anche gli investigatori più esperti, quelli che in tanti anni di mestiere di cose ne hanno viste davvero tante, sono rimasti basiti davanti a quei 900 video e a quelle 150 foto con immagini di bambini abusati catalogati in vari hard-disk.

I più piccoli hanno quattro anni, i più grandi dodici: basterebbero solo questi numeri a raccontare, più di ogni altro dettaglio, l’operazione che ha portato agli arresti domiciliari di un insospettabile 49enne rosetano, attualmente disoccupato ma fino a qualche mese fa operaio in un’azienda della zona. «L’uomo della porta accanto da cui mai ti aspetteresti una cosa del genere» racconta un investigatore della polizia postale. L’uomo vive con l’anziana madre e in casa aveva anche tre fucili, alcuni da caccia, tutti legalmente detenuti. E, forse perchè insospettito da qualcosa, negli ultimi tempi l’uomo prestava la massima attenzione nel consentire a persone estranee l’ingresso nella sua abitazione. Il 49enne, che oggi comparirà davanti al gip per l’udienza di convalida, è accusato di detenzione di materiale pedopornografico, reato di competenza della procura distrettuale antimafia. Molto probabilmente, già dopo il provvedimento di oggi, dalla procura teramana il fascicolo sarà trasmesso all’Aquila.

L’operazione della sezione teramana della polizia postale, diretta dall’ispettore Tazio Di Felice e coordinata dal dirigente del compartimento regionale Elisabetta Narciso, è scattata nel tardo pomeriggio di lunedì quando gli agenti, che ormai da qualche giorno avevano scovato in rete qualcosa che non è passato inosservato, hanno deciso di entrare in azione perchè sicuri di trovare. Dopo la perquisizione è scattato il fermo, disposto dal pm di turno Andrea De Feis. Secondo gli investigatori si tratterebbe di materiale, sia video sia foto, che l’uomo scambiava in rete in quello che gli esperti chiamano “file sharing”, ossia lo scambio di file tra utenti connessi tra loro attraverso appositi server e più recentemente tramite i social network. Ed è evidente che con la diffusione di internet e il proliferare di programmi informatici che consentono questi genere di scambi la rete sia diventata una sorta di sorvegliata speciale. Un’attività serrata e minuziosa che gli agenti delle varie sezioni Polpost, a cominciare da quella teramana, svolgono quotidianamente proprio sulla base delle conoscenze che hanno sul territorio e del territorio e che continua ad essere garantita con grande professionalità nonostante il con tinuo preannuncio di tagli o accorpamenti ventilati nell’ambito di una politica di spending review.(d.p.)

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