«Trovato un quadro drammatico»

3 Ottobre 2019

E la carenza di personale rende «faticosa e incerta» l’operatività

TERAMO. Niente fondi, strutture disastrate, iniziative insussistenti e personale ridotto all’osso. È un «quadro drammatico», parole sue, quello che Luigi Ponziani – come scrive nel report della sua attività inviato insieme alla lettera di dimissioni – ha trovato al momento del suo insediamento alla guida dell’assessorato alla cultura. «Di qui l’avvio di una proficua collaborazione con la Fondazione Tercas», sottolinea, «e la predisposizione di un programma, essenziale nella sua concretezza, che consentisse di superare il grave stato di abbandono e talvolta di degrado del patrimonio museale, con le chiusure di museo archeologico, pinacoteca, museo del Gatto, della sala espositiva di via Nicola Palma e dell’Arca e le precarie condizioni della sala Ipogea, e l’insussistenza di qualsiasi attività in ordine alle iniziative culturali: lo stesso Premio Teramo aveva subito una ulteriore stasi con il rischio della sua interruzione».
Per rimpinguare le casse sono stati messi insieme 30mila euro, di cui cinquemila spesi subito per l’esibizione dei “Centocellos”, ma l’assessore ha dovuto fare i conti con la cronica mancanza di personale da cui è derivata «una faticosissima e incerta operatività che ha condizionato oltremodo l’intento programmatorio cui si tendeva». Nonostante questo però, a detta di Ponziani, gli obiettivi sono stati raggiunti. L’assessore ricorda come prima iniziativa «la esposizione a partire dal 5 ottobre 2018 di due importanti opere delle civiche raccolte museali: un busto di Settimio Severo e una tavola raffigurante San Bonaventura e San Sebastiano del maestro dei polittici Crivelleschi», a cui è seguito a novembre il ciclo delle “Lezioni di storia” che ha approfondito episodi significativi della vita cittadina. Ponziani cita anche il recupero del polittico di Giacomo di Campli «che per incuria e colpevole disattenzione prolungatesi per ben 11 anni, rischiava di non tornare più in possesso della Pinacoteca civica». La riapertura di quest’ultimo spazio museale ha segnato un ulteriore risultato positivo per il mandato dell’assessore come «primo sostanziale segnale di recupero di quella “normalità” culturale da troppo tempo perduta». Per il museo archeologico che «non è stato annoverato incomprensibilmente, per decisione commissariale, tra le opere pubbliche da sottoporre a restauro nel corso del 2019, solo a settembre», fa sapere Ponziani, «si è proceduto alla messa in salvaguardia del materiale archeologico». L’assessore sottolinea anche il doppio incontro con studenti e cittadini sui temi della legislazione razziale tenuto il 23 gennaio in occasione della Giornata della Memoria, così come evidenzia la pubblicazione a febbraio del bando per la 45esima edizione del Premio Teramo «arricchito di una sezione speciale dedicata alle raccolte di racconti editi e alla introduzione, per questo specifico premio, di una giuria popolare».
Nell’elenco delle iniziative organizzate dall’assessorato figurano anche le riaperture straordinarie dei siti archeologici e della pinacoteca, la rassegna ‘Donne summer’, l’attività didattica del polo museale, nonché il recupero funzionale dell’Arca. Ulteriore importante risultato, tra i tanti citati nel report, è rappresentato dall’accordo per rendere di nuovo accessibile al pubblico il Mosaico del Leone. (g.d.m.)
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