Truffa alla Asl, 5 dipendenti sotto accusa

21 Ottobre 2014

C’è l’avviso di conclusione delle indagini per il caso dei cartellini timbrati in altre sedi

TERAMO. La procura chiude le indagini sulla presunta truffa alla Asl per le ore di lavoro e per i cartellini timbrati in una sede diversa da quella di Teramo. Il pm Davide Rosati ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per cinque dipendenti dell’azienda sanitaria: oltre a Sergio D’Ostilio, ex vice sindaco di Bisenti, tecnico coordinatore del Sian (il servizio di igiene degli alimenti), accusato di truffa e colpito all’epoca dei fatti da una misura cautelare dell’obbligo di dimora nel suo comune di residenza, ci sono anche altri quattro nomi. Si tratta di dipendenti del Sian e del servizio ispettivo della sicurezza sul lavoro accusati di truffa: Algesirio Volpi, Guido De Carolis e Valerio Benucci. Con loro il pm ha indagato per concorso anche il dirigente del Sian Maria Maddalena Marconi. All’epoca dei fatti tutti i dipendenti respinsero le accuse esibendo delle autorizzazioni rilasciate dalla Asl con cui si consentiva loro di timbrare il cartellino in uffici distaccati dalla sede centrale di Teramo nell’ambito di una organizzazione aziendale per cui le ore pagate dall’azienda sanitaria erano sempre comprese tra le 8 e le 14 ( quindi anche se il cartellino è timbrato alle 7 l’ora in più non è pagata). Di diverso avviso la procura, secondo cui si tratterebbe di autorizzazioni illegittime. D’Ostilio, all’epoca dei fatti ex vice sindaco di Bisenti, nel corso dell’interrogatorio di garanzia ha sempre respinto tutte le accuse contestate rimarcando, più volte, il fatto di aver agito nella massima correttezza e trasparenza sia nel timbrare il cartellino e sia nell’utilizzo della macchina dell’azienda sanitaria. Anche D’Ostilio, nel corso dell’interrogatorio, ha esibito delle autorizzazioni rilasciate dall’Asl e secondo le quali era possibile timbrare il cartellino a Bisenti. Accuse che, secondo il pm, sono documentate da una serie di filmati e appostamenti messi insieme da carabinieri e finanzieri. All’ipotesi di reato di truffa per D’Ostilio si aggiunge quella di peculato che, per il magistrato, si concretizza nell’utilizzo dell’auto della Asl, quella in uso al servizio Sian. Secondo gli inquirenti l’uomo tornava a casa con la vettura e la lasciava parcheggiata sotto la sua abitazione. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia D’Ostilio ha risposto anche a queste accuse, sostenendo di aver usato la macchina di servizio dell’azienda sanitaria solo ed esclusivamente per questioni di servizio.(d.p.)

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