Truffa cliente, condannato teramano

15 Dicembre 2015

L’ex direttore della Banca di San Marino Giancarlo Magliani avrebbe preso 250mila euro dal conto di un dentista di Bisenti

TERAMO. Sono teramani i protagonisti di una vicenda giudiziaria che ieri ha avuto un primo epilogo davanti al tribunale di San marino. Il commissario della legge – questo il titolo del giudice nella Repubblica del Titano – ha condannato a un anno di reclusione (pena sospesa) e un anno di interdizione dai pubblici uffici per l’accusa di truffa il teramano Giancarlo Magliani, ex direttore generale della Smib, la San Marino International Bank, le cui vicende sono strettamente intrecciate con quelle della Tercas – che tentò di acquisirla nascondendo l’operazione alla Banca d’Italia – e sono oggetto del processo che si aprirà a gennaio davanti al tribunale di Roma per il crac della banca teramana.

In questo caso però, la questione Tercas non c’entra affatto. Secondo le accuse, che il giudice ha ritenuto fondate – ma si tratta solo del giudizio di primo grado – Magliani avrebbe truffato un altro teramano,il medico Gabriele Volpi, titolare di uno studio dentistico a Bisenti, che aveva aperto un conto corrente presso la Smib: ad insaputa di quest’ultimo, avrebbe concesso a Volpi un fido di 400mila euro, prelevandone poi 250mila, in più operazioni, dopo avere falsificato la firma del cliente.

Secondo quanto riferito dagli organi di informazione sammarinesi, Volpi, testimoniando davanti al tribunale, ha raccontato che all’epoca, il 2008, aveva bisogno di un prestito, ma che non poteva chiederlo in Italia perché già esposto per 600mila euro. Il dentista aveva conosciuto Magliani quando questi, nella sua veste di direttore di una filiale della Banca Mediolanum gli aveva proposto di fare degli investimenti. Venuto a sapere delle sue difficoltà ad avere del credito, Magliani, che era contemporaneamente direttore della Smib, gli propose di aprire un conto corrente nella banca sammarinese e ottenere così il prestito di cui aveva bisogno. L’operazione, ha raccontato ancora Volpi al giudice, venne perfezionata in giornata e lui potè tornare a casa con un prelievo di 39mila euro.

Poi, nel 2001, stando sempre alla sua testimonianza, Volpi ricevette una lettera dalla Smib con la richiesta di restituire 250mila euro. Chiesti chiarimenti a Magliani, questi gli avrebbe detto di ignorare la cosa, che la banca nel frattempo era stata commissariata e che forse c’era stato un errore, forse uno scambio di pratiche. Volpi si insospettì e quando gli arrivò un decreto ingiuntivo dalla Smib si rivolse a un avvocato per avviare un’azione giudiziaria. Al giudice ha anche detto di avere firmato solo i documenti di apertura di conto corrente e non i prelievi successivi. Le sue firme dunque sarebbero state falsificate. Magliani, tuttavia, è stato assolto per prescrizione dall’accusa di falsità in scrittura privata.

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