Truffa con i permessi studio: 7 mesi a un tecnico radiologo
TERAMO. È accusata di truffa e falso perché, secondo la Procura, avrebbe usato permessi studio concessi dall’ente non per andare all’università ma per tornare nel suo comune di residenza: per questo...
TERAMO. È accusata di truffa e falso perché, secondo la Procura, avrebbe usato permessi studio concessi dall’ente non per andare all’università ma per tornare nel suo comune di residenza: per questo D.A., 37enne tecnico sanitario radiologo in servizio all’ospedale di Teramo, è stata condannata a sette mesi in primo grado.
La sentenza è stata emessa dal giudice monocratico Claudia Di Valerio al termine dell’istruttoria con il pm d’udienza (Roberta Roccetti) che aveva chiesto una condanna a dieci mesi. Così si legge nell’avviso di conclusione delle indagini del pm Laura Colica: «Con artifici e raggiri consistiti nel chiedere permessi studio retribuiti per la frequenza del corso di laurea magistrale in Scienze delle professioni sanitarie all’università dell’Aquila per i giorni 16 febbraio 2018, 16 marzo 2018 e 30 marzo 2018, nel presentare false attestazioni di frequenza per questi giorni, nel non recarsi presso l’università ma presso il suo Comune di residenza induceva in errore la pubblica amministrazione Asl di Teramo presso cui lavorava come tecnico sanitario radiologo dell’ospedale di Teramo, così conseguendo un ingiusto profitto pari alla retribuzione goduta di 204,51 euro». L’accusa contestava anche il reato di falsità ideologica perché, si legge sempre nell’avviso di conclusione, «dichiarava falsamente alla segreteria dell’ospedale di assentarsi dall’ufficio per motivi di studio nei giorni 16 febbraio 2018, 16 marzo 2018 e 30 marzo 2018». La donna era assistita dagli avvocati Alessandro Gallo e Giampaolo Tota. Motivazioni della sentenza tra novanta giorni.(d.p.)

