Truffa dei tributi spariti, scatta il sequestro

7 Settembre 2024

Pineto, il caso del dipendente comunale indagato: il Riesame conferma e restringe a 55mila euro

TERAMO. Il caso è quello del dipendente comunale di Pineto indagato per truffa perché, secondo l’accusa dell’autorità giudiziaria tutta ancora da dimostrare nel corso del procedimento, si sarebbe impossessato dei soldi di tributi versati direttamente nelle sue mani da svariati cittadini.
La Procura (pm titolare del fascicolo Silvia Scamurra) ha disposto il sequestro preventivo di una somma di 100mila euro a carico dell’indagato. Nell’udienza di ieri il tribunale del Riesame chiamato a esprimersi dopo il ricorso presentato dall’indagato (collegio presieduto dal giudice Carlo Calvaresi, a latere Martina Pollera e Marco D’Antoni) ha stabilito un sequestro di 55mila euro che, sempre secondo l’accusa, sarebbe l’entità del profitto della presunta truffa indicata fino a questo momento dalle indagini.
Indagini che non sono ancora chiuse e che in questi ultimi tempi hanno visto la presentazione di nuove denunce da parte di altri cittadini. Il dipendente è indagato per truffa e, solo per alcuni episodi, anche per peculato. Secondo l’accusa della Procura nel corso degli anni avrebbe intascato i soldi di svariati tributi, in particolare Tari e Imu.
L’uomo, sempre secondo la ricostruzione dell’accusa, per un lungo periodo di tempo e anche in piena pandemia, avrebbe ricevuto i soldi direttamente da alcuni contribuenti senza versarli nelle casse dell’ente. Accuse, quelle della Procura, tutte respinte dall’indagato. L’inchiesta è scattata dopo la presentazione di alcuni esposti da parte di cittadini e nel corso delle indagini i carabinieri si sono presentati negli uffici comunali per sequestrare una voluminosa documentazione su cui sono in corso accertamenti.
Nel frattempo l’amministrazione comunale con un apposito provvedimento, ormai da qualche mese, ha disposto il trasferimento del dipendente in un altro settore dell’ente.(d.p.)
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