Truffa del Superbonus, arrestato architetto di Martinsicuro

8 Febbraio 2023

Operazione congiunta di Finanza e Carabinieri nelle Marche: coinvolto professionista abruzzese. In tutto sette gli arresti

MACERATA - I Finanzieri della Tenenza di Camerino (Macerata) e i Carabinieri del Reparto Operativo - Nucleo Investigativo di Macerata, coordinati dalla locale Procura, hanno smantellato un'associazione per delinquere dedita alle truffe sul superbonus 110%: ammontano a circa 4,8 milioni di euro i crediti fittizi individuati. Eseguite sette ordinanze di misure cautelari (5 ai domiciliari e 2 in carcere) disposte dal gip di Macerata. Disposto il sequestro del profitto dei reati contestati. Finanzieri e Carabinieri hanno infatti dato seguito al decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip, delle quote sociali di due società, dei crediti monetizzati e proventi di riciclaggio per oltre 2.750.000 euro, nonché di numerosi immobili, ritenuti profitto degli illeciti ipotizzati.

L'OPERAZIONE - I dettagli dell'operazione, coordinata dalla locale Procura di Macerata e denominata "110% Plus", sono stati una conferenza stampa presso il Comando provinciale della Guardia di Finanza di Macerata, dal procuratore Giovanni Fabrizio Narbone, dal Comandante Provinciale Gdf Macerata - Col. Ferdinando Falco e dal Comandante Provinciale dell'Arma dei Carabinieri di Macerata, Col. Nicola Candido. Sin dalle prime ore di ieri, decine di finanzieri e carabinieri hanno dato esecuzione ai provvedimenti emessi dal giudice nei Comuni di Tolentino, Civitanova Marche (Macerata), Martinsicuro (Teramo) e Falconara Marittima (Ancona). Contestualmente all'esecuzione dei provvedimenti cautelari sono state eseguite numerose perquisizioni personali e domiciliari, con sequestro di dieci fabbricati, dodici terreni, quattro autovetture, orologi di lusso, oggetti preziosi e di valore, denaro contante e un assegno, per circa 30mila euro, nonché ulteriore materiale utile alle indagini.

I reati per cui si procede, informano gli inquirenti, vanno dal "Trasferimento fraudolento di valori", al "Riciclaggio", all' Autoriciclaggio, all' "Associazione per delinquere" e altri ancora.

In carcere il soggetto ritenuto "il capo dell'organizzazione", un 31enne imprenditore, residente a Tolentino, e un architetto di 66 anni residente a Martinsicuro. Agli arresti domiciliari sono stati posti la madre, la moglie e la sorella del 31enne imprenditore, tutte residenti a Tolentino, e due professionisti, anch'essi residenti a Tolentino, uno dei quali risultava, secondo gli investigatori, già radiato dal proprio albo professionale.

LAVORI GONFIATI - Le indagini, basate anche sull'utilizzo di intercettazioni telefoniche e ambientali, hanno fatto emergere, secondo l'accusa, "un grave quadro indiziario di colpevolezza, in ordine ai reati ipotizzati, in cui l'organizzazione, avvalendosi di proprie società operanti nell'ambito dell'edilizia, nonché di esperti professionisti, ha certificato lavori di ristrutturazione, eccedenti il reale valore di quelli effettivamente eseguiti, generalmente aventi ad oggetto il miglioramento energetico e l'adeguamento antisismico, onde accedere ai benefici statali dei cosiddetti "ecobonus" e "sismabonus", rientranti nell'agevolazione del "superbonus 110%", in cui i valori degli appalti e i computi metrici venivano gonfiati ad hoc. Le fatture, conseguentemente emesse nei confronti dei committenti dei lavori, sulla base degli accertamenti di carabinieri e finanza, "risultati spesso ignari, venivano inserite nel portale dell'Agenzia delle Entrate, con i visti di conformità apposti indebitamente da un professionista abilitato, in modo da poter poi cedere i crediti ed ottenerne la monetizzazione. Allo stato è stata rilevata la monetizzazione di crediti per oltre 2,6 milioni di euro".

IL RICICLAGGIO - Dalle indagini effettuate, gli inquirenti ritengono di aver accertato che parte dei proventi dell'attività illecita sono stati poi riciclati/autoriciclati in acquisti di appartamenti e beni di valore (gioielli, diamanti, orologi, ecc.). Gli investigatori danno conto di una "perfetta sinergia e stretta collaborazione posta in essere dalle due Forze di Polizia, unite alla puntuale azione di coordinamento della Procura di Macerata, hanno permesso di interrompere il protrarsi di una rilevante frode nel settore delle agevolazioni fiscali connesse agli interventi edilizi, assicurando il recupero di quanto illecitamente conseguito, a tutela di operatori e cittadini onesti che rispettano le regole".