Truffa del terremoto, altri sei indagati

6 Gennaio 2012

La procura chiude un'altra tranche delle indagini sulle case ristrutturate nel Teramano

TERAMO. Truffa del terremoto a Corropoli: la procura chiude anche la seconda tranche dell'inchiesta sulle vecchie case fatte passare per lesionate dal sisma pur di ottenere i fondi delle ristrutturazioni. Sei gli indagati: un geometra che ha firmato delle perizie e 5 proprietari.

Le accuse contestate vanno dalla tentata truffa al falso. L'avviso di conclusione delle indagini per questa seconda tranche arriva dopo che nei mesi scorsi il pm Stefano Giovagnoni, titolare del caso, ha firmato anche la citazione diretta a giudizio per il geometra Domenico Grilli, 56 anni, di Corropoli. Il professionista, che ad agosto finì agli arresti domiciliari, è accusato di tentata truffa e falso ideologico commesso da privato in atto pubblico nell'ambito della stessa indagine.

Secondo la procura avrebbe redatto sette perizie in cui attestava falsamente che i danni rilevati su altrettanti immobili erano legati al sisma che ha colpito L'Aquila. Immobili che si trovano tra Corropoli e Controguerra, in aree fuori dal cratere. Questo, per l'accusa, permettendo l'erogazione dei rimborsi previsti e distribuiti dalla Cassa depositi e prestiti - parte lesa con il Comune di Corropoli - secondo le procedure indicate per le case di categoria A. Per questa categoria sono previste erogazioni fino ad un massimo di 10mila euro.

Il danno accertato ammonterebbe a circa 60mila euro, anche se per il momento nessun contributo era stato ancora materialmente erogato. L'indagine della procura è scattata ad aprile proprio per verificare la legalità di una serie di perizie redatte da professionisti che dovevano attestare il nesso di causalità tra sisma e lesioni denunciate su alcuni immobili. Complessivamente sono 60 le case sottoposte a controlli, quasi tutti edifici che si trovano in centri della Val Vibrata.

Le indagini, che proseguono, sono scattate dopo alcuni esposti. L'accusa, che resta tutta da dimostrare in un eventuale dibattimento, è quella che le lesioni per cui sarebbero stati chiesti ed ottenuti i fondi in realtà siano antecedenti al sisma del 2009. Ovvero ci sarebbero state prima del terremoto e, ipotizza la procura, forse - ma solo in alcuni casi - sarebbero solamente peggiorate con le scosse.

Al vaglio di investigatori e inquirenti sono finite le numerose domande presentate dai tecnici iscritti nel registro degli indagati. Qualche settimana fa l'inchiesta della procura teramana si è allargata anche al territorio di Canzano. Qui sono state sequestrate circa duecento pratiche di ristrutturazione presentate in Comune da privati cittadini. Le case interessate sono di diverse categorie.

Intanto proseguono le indagini anche su altri fronti: la procura, infatti, ha delegato indagini anche per ristrutturazioni avvenute a Controguerra e Canzano. Anche in questo caso si tratta di centri fuori dal cratere in cui tecnici e privati avrebberon ottenuto fondi per ristrutturare case fatte passare lesionate dal terremoto e anche in questo case le abitazioni finite setto esame sono decine. Attualmente il magistrato ha disposto l'acquisizione delle pratiche avviate per le ristrutturazioni. I fascicoli sono all'esame di un consulente nominato dal magistrato che nelle prossime settimane dovrebbe riconsegnare la prima relazione. Successivamente potrebbero esserci degli indagati.

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