Truffa delle caldaie, i clienti parte civile

Si annuncia una raffica di costituzioni dei tanti che si sono affidati al professionista indagato
TERAMO. È sicuramente destinata ad avere un seguito la presunta truffa delle caldaie scoperta nel Teramano e che nei giorni scorsi ha portato a un maxi sequestro da parte della guardia di finanza. Sono pronti a costituirsi parte civile i tanti che si erano affidati al professionista indagato per la sostituzione di vecchie caldaie con la possibilità di avere degli eco incentivi che ora rischiano di dover restituire. Secondo l’accusa della Procura, infatti, il professionista avrebbe falsificato le procedure a loro insaputa.
L’inchiesta (il fascicolo è del sostituto procuratore Stefano Giovagnoni (che ha delegato le indagini alla Finanza) ha messo sotto esame 2.414 pratiche di richiesta dell’incentivo energetico per l’installazione di impianti di climatizzazione, termo camini, stufe a pellet e scalda acqua. Inquirenti e investigatori hanno accertato che di queste oltre duemila pratiche 1.745 sarebbero state corredate da una falsa documentazione in base alla quale il Gse (ente pubblico il cui capitale sociale è interamente di proprietà dello Stato) ha erogato, indebitamente, a favore dei richiedenti incentivi pubblici per 4 milioni di euro (la stessa somma per cui la Procura ha chiesto ed ottenuto dal gip il sequestro per equivalente di beni mobili e immobili del professionista). Secondo l’accusa l’uomo, ponendosi quale intermediario tra il cliente acquirente del nuovo impianto e il fornitore dell’impianto, avrebbe falsificato le fatture di acquisto e prodotto falsi formulari rifiuti.(d.p.)
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