Truffa online con i pezzi di ricambio per auto

Chiesto il processo per un teramano, cinque i raggirati che hanno pagato senza ricevere nulla
TERAMO. La truffa corre sempre più online e i meccanismi di raggiro diventano sempre sofisticati. L'ennesimo caso arriva dal Teramano dove un uomo è indagato con l’accusa di aver truffato cinque persone residenti in tutta Italia. Lo avrebbe fatto mettendo in vendita pezzi di ricambio per auto. Gli acquirenti hanno pagato, ma la merce non è mai arrivata destinazione. Per un quarantenne teramano la Procura(pm Davide Rosati) ha chiesto il processo per truffa, sostituzione di persona e indebito utilizzo di carte di credito. Per mettere a segno i vari colpi l'uomo, secondo la ricostruzione dell’autorità giudiziaria, in più occasioni avrebbe approfittato anche di alcuni giovanissimi amici. Secondo l'accusa, in alcuni casi, avrebbe fatto versare le somme di denaro su delle carte Poste Pay intestate a loro. Le indagini sono state complesse, anche perché riuscire a ricostruire il modus operandi non è stato facile. Soprattutto per lo stratagemma usato: far versare i soldi anche su Poste Pay intestate ad altri. Le indagini sono scattate quando sono arrivate le prime denunce: persone che segnalavano il fatto di aver acquistato e pagato il materiale che però non sarebbe mai arrivato a destinazione. Alle prime segnalazioni giunte dal Teramano, se ne sono ben presto aggiunte delle altre provenienti da altri città italiane tra cui Torino e Roma. Così tutte sono state riunite in un solo fascicolo visto che era evidente che il presunto truffatore fosse lo stesso. Questo il modus operandi ipotizzato: cercare in Internet la foto di un oggetto molto richiesto, pubblicare su un sito d'annunci gratuiti l'offerta e fissare un prezzo assolutamente concorrenziale. Trovato l'acquirente, farsi addebitare l'intero importo su un conto corrente o una carta ricaricabile. Poi sparire. E lasciare chi ha abboccato con la doppia amarezza di aver perso il denaro e l'oggetto desiderato. Frodi, quelle online, che nei tempi della pandemia sono triplicate. Perché, è più che evidente, si è notevolmente allargata la platea delle potenziali vittime nei giorni in cui internet è stato l’unico mezzo per esserci sempre e comunque nei tempi dei lockdown. E i criminali della rete hanno aggiornato il modus operandi.Ma dietro a tanti vantaggi si nascondono sempre innumerevoli insidie.(d.p.)
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