Truffe con auto e furgoni, presa la gang

Noleggiavano i mezzi con assegni rubati e li rivendevano nei Paesi dell’est: tre obblighi di dimora e tre denunce
TERAMO. Era una banda ben organizzata e ramificata sul territorio pronta a far sparire sui mercati esteri, soprattutti quelli dell’est Europa, macchine, mezzi agricoli e furgoni noleggiati e mai più riconsegnati. La procura teramana, con le indagini della squadra mobile, l’ha sgominata al termine di una lunga e complessa operazione che ha portato a tre obblighi di dimora per altrettanti cittadini di Teramo, Silvi e Chieti e alla denuncia di tre teramani. Gli uomini destinatari degli obblighi di dimora nei propri comuni di residenza (chiesti dal pm Stefano Giovagnoni e firmati dal gip Giovanni de Rensis) sono O.G., 56 anni, di Teramo; D.L.T., 53 anni, di Silvi e A.P., 36 anni, di Chieti. Per tutti l’accusa è quella di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, alla ricettazione e all’appropriazione indebita.
Le indagini fino ad oggi hanno permesso di recuperare 15 mezzi, soprattutto auto, che erano già pronte per essere portate all’estero e qui rivendute. L’organizzazione agiva tra i territori teramani e pescaresi e, secondo investigatori ed inquirenti, avrebbe messo a segno colpi in tutta la regione. La tecnica usata era quella di rivolgersi ad autonoleggi o concessionarie per prendere appunto a noleggio svariati mezzo pagando il tutto con assegni rubati o falsi. Una volta presi i mezzi la banda evitava di riconsegnarli e li faceva sparire inviandoli in alcuni Paesi dell’Est, soprattutto la Romania, dove auto, ruspe e trattori venivano rivenduti. Per mesi gli uomini della squadra mobile teramana, agli ordini di Gennaro Capasso, hanno seguito le mosse dei sei affidandosi soprattutto a intercettazioni ed intuito investigativo. E non solo. Molti mezzi di quelli noleggiati e spariti sono stati seguiti con tanto di apparecchiature Gps che ha consentito di bloccarli prima che varcassero i confini nazionali.
Le indagini sono scattate l’anno scorso quando sono arrivate le prime denunce da parte di titolari di autonoleggi e concessionari a cui i sei si erano rivolti prendendo dei mezzi e poi pagando con assegni risultati successivamente falsi o rubati. Quei casi sono subito apparsi non isolati ma legati da un unico filo conduttore e gli accertamenti, scattati immediatamente, lo hanno confermato. Naturalmente le indagini sono ancora in corso anche per verificare eventuali altri colpi della banda fuori dall’Abruzzo. I quindici mezzi recuperati, soprattutto furgoni e automobili, sono stati riconsegnati ai proprietari.(d.p.)
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