Truffe, i carabinieri nelle chiese: «Anziani, dovete difendervi così»

10 Maggio 2022

Dopo le messe si sono svolti ben 67 incontri per mettere in guardia i cittadini dai tentativi di raggiro Il monito: non fate entrare estranei nelle vostre case, a ogni sospetto chiamate le forze dell’ordine

TERAMO. Falsi avvocati, falsi tecnici dell’Enel, falsi caldaisti, falsi assicuratori, falsi parenti e l’elenco potrebbe continuare all’infinito. Perché con l’età tutto diventa più difficile e difendersi, soprattutto dalla solitudine, quasi un’impresa impossibile. Così le truffe agli anziani mettono insieme numeri da bollettino di guerra. In città, come sulla costa. Per lanciare l’ennesimo appello i carabinieri hanno scelto di tornare nelle chiese, di farsi sentire al termine della messa della domenica, quella con gli anziani ma anche con figli e nipoti.
Fino ad oggi hanno organizzato 67 incontri toccando tutto il territorio teramano e incontrando tremila persone. Perché il pressing a non aprire la porta ad estranei inizi proprio dai familiari. Una campagna, proposta dal comando provinciale dei carabinieri guidato dal colonnello Emanuele Pipola, già avviata negli anni scorsi.
Nel corso degli incontri, che si sono svolti oltre che nelle chiese anche nei centri di aggregazione, i comandanti delle compagnie e delle stazioni hanno fornito consigli alla cittadinanza per evitare le truffe. Perché la cronaca racconta che gli anziani da truffare spesso vengono selezionati al momento, per strada. Non c’è bisogno di pedinarli o di origliare i loro discorsi, non ne hanno bisogno: i truffatori sanno scegliere il momento per intervenire, le frasi da dire, il tono da usare. E se la vittima di turno non si incrocia per strada, c’è sempre un berretto da operaio o da vigilante pronto al momento.
Quando non ci spaccia per qualche rappresentante delle forze dell’ordine o qualche dipendente dell’Asl a domicilio.
I carabinieri, nell’invitare a consultare la pagina telematica sulle truffe agli anziani sul sito istituzionale dell’Arma, in una nota colgono l’occasione per tornare, ancora una volta, ad elencare i consigli antitruffa: non aprire mai agli estranei, nessun rappresentante delle forze dell’ordine in servizio si presenta in abiti civili ma sempre in uniforme e macchina di servizio, davanti a ogni minima perplessità chiamare subito il centralino del 112 per chiedere aiuto.(d.p.)
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