Truffe in tutta Italia con piscine vendute online e mai consegnate
Teramano che ora vive in Bulgaria accusato di aver messo a segno raggiri ai danni di venti persone Il 27enne è indagato anche per riciclaggio, per la Procura con il denaro ha comprato lingotti d’oro
TERAMO. Per la Procura teramana ha truffato venti persone, dal Piemonte alla Sicilia, incassando i soldi di piscine gonfiabili vendute online ma mai arrivate a destinazione. E non solo. Perché l’accusa gli contesta anche il reato di riciclaggio: secondo il pm Laura Colica, titolare del fascicolo incardinato a Teramo dopo aver toccato svariate Procure, con i soldi provento della truffa (complessivamente circa 11mila euro) avrebbe comprato lingotti d’oro e sterline. Sotto accusa è finito il 27enne Davide Di Pasquale, nato a Varese, ai temi dei fatti residenti nel Teramano e attualmente in Bulgaria.
Ieri il è caso è approdato davanti al gup Roberto Veneziano nell’udienza preliminare in cui la difesa dell’uomo ha chiesto il rito abbreviato. Nell’udienza è stata presentata la remissione di querela di una delle 20 parti offese dopo il risarcimento della somma pagata per la piscina mai avuta. Il procedimento è stato aggiornato a novembre.
I fatti, secondo la ricostruzione della Procura, si sono verificati nel 2020. Le somme incassate variano da 200 a 800 euro. La Procura contesta anche il reato di sostituzione di persona perché, si legge nella richiesta di rinvio a giudizio, «sostituiva illegittimamente la propria persona» a quella di un’altra «di cui produceva copia di falsa patente di guida e codice fiscale così ottenendo l’apertura di un conto corrente u cui prevenivano somme di denaro provento di truffa».
E così si legge ancora nella richiesta di rinvio a giudizio: «Avendo commesso i reati di truffa reimpiegava le somme provento di detti reati in acquisti di lingotti d’oro e sterline». Secondo la Procura la truffa potrebbe aver visto anche altre vittime, ma non tutti avrebbero poi denunciato. Le indagini sono scattate dopo le prime denunce fatte da persone che avevano ordinato online delle piscine gonfiabili, le avevano pagato con bonifici su un conto corrente senza però veder arrivare nulla a destinazione. E a niente sono valsi i tentativi di contattare telefonicamente per avere delle risposte. Così sono scattate le prime denunce a cui ben presto se ne sono aggiunte altre da diverse parti d’Italia: si va da Lecce a Gela. Le indagini hanno portato al nome del teramano che nel frattempo si è trasferito all’estero.
Gli acquisti online, ormai anche in seguito alla pandemia, sono una realtà consolidata. Ma dietro a tanti vantaggi si nascondono anche innumerevoli insidie; circostanza, questa, testimoniata dalle sempre più frequenti notizie di truffe online.
Perché oggi più che mai il web rappresenta il terreno più fertile per i tanti che, spesso sfruttando l’ingenuità e l’impreparazione degli utenti, sottraggono denaro.
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