Tunisino ucciso, i carabinieri non rispondono al pm

18 Dicembre 2015

ALBA ADRIATICA. Il pm chiede di sentirli, ma loro si avvalgono della facoltà di non rispondere. Loro sono i due carabinieri della compagnia di Alba che la procura ha indagato per omicidio...

ALBA ADRIATICA. Il pm chiede di sentirli, ma loro si avvalgono della facoltà di non rispondere. Loro sono i due carabinieri della compagnia di Alba che la procura ha indagato per omicidio preterintenzionale nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Akim Hayyl, il tunisino di 35 anni che il 18 dicembre dell’anno scorso venne ucciso da un colpo di pistola esploso da uno dei militari durante un’operazione antidroga in un appartamento di Alba. Ieri mattina i due, entrambi assistiti dall’avvocato Gabriele Rapali, sono comparsi davanti al pm Davide Rosati, titolare del fascicolo, che li ha convocati per sentirli, ma i due si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Una scelta difensiva alla cui base, molto probabilmente c’è la necessità, di poter visionare tutti gli atti d’indagine presenti nel fascicolo. Quel giorno del dicembre dell’anno scorso i due fecero irruzione nell’appartamento nell’ambito di in un servizio antidroga. Da una prima ricostruzione il tunisino alla vista dei militari avrebbe cercato di spingerli indietro maneggiando un grosso coltello da cucina. E solo a quel punto dallapistola del brigadiere sarebbe partito il colpo mortale.(d.p.)

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