Turismo, ci sono 3,2 milioni per i borghi del Gran Sasso

16 Settembre 2021

Finanziato l’ambizioso piano proposto dalla rete di 22 Comuni di cui è capofila Crognaleto D’Alonzo: «Approccio nuovo, stavolta possiamo davvero far rinascere questi territori»

TERAMO. Parte “Living Gran Sasso”, il grande progetto di rinascita dei territori colpiti dal sisma, uniti nella rete “Unico Gran Sasso”. Il primo stralcio è stato infatti finanziato con tre milioni e 223mila euro dal ministero per il Sud e la Coesione territoriale attraverso il Cis (contratto istituzionale di sviluppo) riservato ai territori colpiti dallo sciame sismico del 2016-2017, ed è tra i progetti la cui realizzazione potrà partire immediatamente.
L’importante finanziamento ottenuto permetterà alla rete dei Comuni del Gran Sasso di avviare il progetto di valorizzazione turistica e miglioramento della qualità della vita nelle aree montane del cratere sismico. L’obiettivo è di contribuire al rilancio socioeconomico dell’area, coinvolgendo tutti i 22 comuni della rete “Unico Gran Sasso” (Crognaleto capofila, Cortino, Fano Adriano, Tossicia, Pietracamela, Farindola, Barete, Campotosto, Pizzoli, Montereale, Capitignano, Cagnano Amiterno, Colledara, Castel Castagna, Isola del Gran Sasso, Castelli, Teramo, Torricella Sicura, Rocca Santa Maria, Campli, Civitella del Tronto, Valle Castellana) su un territorio che si estende per 1.440 km quadrati e abbraccia tre province, prevalentemente quella di Teramo. “Living Gran Sasso” punta a incrementare i flussi turistici attivando una serie di azioni utili a favorire il riposizionamento competitivo delle aree del cratere abruzzese come destinazione turistica e mirate alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale del territorio.
La prima linea di intervento, “Turismo e Comunità Ospitale”, darà vita a un laboratorio di rigenerazione territoriale che punta da un lato a costruire visioni, regolamenti e linee guida partecipate e condivise e, dall’altro, a realizzare interventi concreti quali ad esempio la riqualificazione di centri urbani, il recupero di palazzi storici in chiave turistico/culturale, l’allestimento di strutture e servizi per l’accoglienza turistica (aree camper e per la sosta), la creazione e il rafforzamento di infrastrutture verdi, come sentieri e piste ciclabili, per una fruizione lenta del territorio. La seconda linea di intervento prevede invece il coinvolgimento del tessuto imprenditoriale per attivare nuovi servizi per la popolazione e i turisti (ricettività, ristorazione, informazione, eventi e cultura, formazione) utili a valorizzare il patrimonio pubblico/privato già recuperato o in fase di recupero con i fondi della ricostruzione post-terremoto. Agli interventi di tipo materiale si affiancano gli interventi di promo - commercializzazione dell’offerta turistica (in particolare booking e marketing territoriale) e quelli per la digitalizzazione, che prevedono l’installazione di sistemi di realtà virtuale sui principali attrattori culturali e la catalogazione e diffusione del ricco patrimonio immateriale della montagna abruzzese.
«“Living Gran Sasso” sarà una sfida per una riconversione green e digitale del territorio come leva per un turismo intelligente e sostenibile e il Cis con il primo stralcio di 3,22 milioni ci permette di partire nella realizzazione di questo complesso e ambizioso programma di rinascita dei territori del cratere», spiega Giuseppe D’Alonzo, sindaco di Crognaleto e presidente di “Unico Gran Sasso”, «ciò che ha di davvero unico questo progetto è l’innovazione metodologica e l’operare a partire dai bisogni delle comunità grazie a una serie di attività già messe in campo prima della partecipazione al bando, come i numerosi tavoli di lavoro con i sindaci. Ora si tratta di mettersi all’opera e concretizzare ciò che sono sicuro risolleverà le sorti delle aree interne del nostro Abruzzo».(red.te)
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