Turismo, cinque ostacoli al rilancio

28 Gennaio 2015

Giovannelli (Federalberghi) chiede agli enti di intervenire su depurazione, carenza idrica, erosione, sicurezza e viabilità

TERAMO. Il turismo è una delle voci più importanti del Pil provinciale e deve essere oggetto di una puntuale programmazione. Anche perchè le premesse non sono buone. E’ il senso del messaggio che Giammarco Giovannelli, presidente di Federalgerghi Abruzzo lancia a Comuni, Provincia e Regione. «Guardiamo al futuro con preoccupazione e questo ci crea momenti di riflessione e impone urgenti azioni sul territorio», esordisce il presidente dell’associazione aderente a Confcommercio.

Giovannelli parte dal fatto che la contrazione dei consumi sta pesantemente influendo sia sul commercio che sul turismo. «Il commercio sta vivendo una pagina molto triste: con i consumi crollati molti commercianti teramani a gennaio hanno riconsegnato le licenze perchè è impossibile sostenere i costi di gestione, dall'affitto alle tasse. Noi stiamo proponendo azioni di aggregazione locale, interagendo con le municipalità di riferimento non solo sulla programmazione di iniziative ma sollecitandole ad evitare l'aumento, ad esempio della tassa dei rifiuti. Ancor più preoccupante la situazione del turismo. Non parlo tanto del calo di presenze (che l'anno scorso sono scese del 10-15% circa): la perdita maggiore riguarda i fatturati». Anche la vacanza risente del crollo dei consumi: il cliente controlla le diverse offerte, chiede più preventivi scegliendo il più basso e decide all’ultimo momento. «Non è possibile programmare gli arrivi, nè gli acquisti, nè gli impieghi», aggiunge Giovannelli, «Molti albergatori a fine anno non ce la fanno a pagare mutui e tasse per il calo del fatturato che si attesta intorno al 20%. A soffrire sono le attività più i piccole, che hanno fino a 20-30 camere: i grandi recuperano in alta stagione con un maggior numero di presenze».

Di fronte a questa situazione, in cui Teramo, come leader della ricettività abruzzese – precisa il presidente di Federalberghi – ha comunque retto molto bene con i competitor italiani soprattutto per il rapporto qualità-prezzo grazie ai sacrifici degli operatori, Giovannelli individua cinque grossi nodi da sciogliere.

Cinque vulnus che minano la salute del turismo teramano. «Siamo spaventati per eventi che in provincia che ci hanno ulteriormente danneggiato e che non dipendono dalla nostra volontà. I problemi di depurazione e la scarsità idrica in alta stagione non sono poca cosa. A questo si aggiunga l’erosione: alcune zone non hanno nemmeno potuto godere di interventi last minute o le amministrazioni che non hanno previsto una concessione “stagionale” per chi non ce l'ha più in quanto divorata dal mare. E poi i problemi di sicurezza: la microcriminalità cresce e spesso le vittime sono i turisti. Infine la viabilità scandalosa. Ecco come la nostra “web reputation” viene messa in discussione». Giovannelli vuol sapere qual è il livello di attenzione su questi problemi. E propone «tavoli di lavoro da subito, affinchè possiamo essere aggiornati sulle iniziative messe in campo, a livello comunale, provinciale e regionale e in stretto contatto con gli enti che gestiscono depuratori, distribuzione idrica e sicurezza. Prendiamo ad esempio i tavoli tecnici costituiti ad Alba e Martinsicuro per il monitoraggio dell’inquinamento, lì noi operatori turistici abbiamo collaborato anche economicamente con l'acquisto degli enzimi e l'analisi delle acque».

©RIPRODUZIONE RISERVATA