Turismo, le presenze sono in calo «Agosto non basta a recuperare»

25 Agosto 2024

Grimi (Confesercenti): «Abbiamo perso troppo tra maggio e luglio, il risultato rimane negativo» Giovanelli (Confcommercio): «Speriamo nel bel tempo a settembre, ma serve un piano per il 2025»

TERAMO . Non è una «buona annata» sul fronte turismo estivo per la nostra provincia, ma una stagione piena di chiaroscuri con una partenza a rilento, un proseguo altalenante e un agosto buono che non riesce, però, a recuperare ciò che è mancato nei mesi precedenti. Una visione unanime da parte di operatori e associazioni di categoria che già iniziano a tirare le somme, senza farne un bilancio definitivo visto che sono previsti bel tempo e presenze anche a settembre, ma con la ferma volontà di pensare a una programmazione integrata per l’estate prossima. Il mare e le “sette sorelle”, le località balneari del Teramano, fanno registrare numeri ben inferiori agli anni scorsi.
«È ancora presto per fare un bilancio conclusivo, ma purtroppo il segno del turismo provinciale è negativo», spiega Gianluca Grimi di Confesercenti e Assoturismo Abruzzo, «agosto come sempre è andato bene, ma abbiamo perso troppo a maggio, giugno e luglio ed è difficile recuperare. È poi necessario precisare che agosto è andato bene sul fronte delle presenze, ma meno bene su quello della consistenza della spesa delle famiglie italiane che purtroppo risente della crisi economica». Sulla costa molto bene sono andati i campeggi, a singhiozzo il settore alberghiero e in piena crisi quello extralberghiero delle case in affitto. «In questa estate ci sono stati momenti di flessione occupazionale importante», dice Giammarco Giovannelli di Confcommercio Teramo e Abruzzo e Federalberghi, «fino al 10 agosto si è lavorato a livelli inferiori rispetto al passato e a tratti preoccupanti. Sotto Ferragosto e nel corso del mese abbiamo ripreso quota che, però, non ci fa recuperare quanto perso, ma almeno garantisce buoni livelli occupazionali. Speriamo che bel tempo e presenze proseguono fino a tutto settembre». La crisi del turismo ha colpito le strutture ricettive, ma anche la ristorazione e i pubblici esercizi in quella che gli addetti hanno definito «una crisi verticale italiana» che ha portato poco turismo straniero e tanto giornaliero. «Dobbiamo precisare che si è avuta una risposta differente anche in base alla programmazione messa in atto dai territori», prosegue Giovannelli, «per questo già da ora dobbiamo progettare un programma per l’estate 2025 creando una rete tra enti locali, attività produttive, associazioni: andare ognuno per conto proprio è controproducente, mettere in atto una progettualità comune invece premia». Anche nell’entroterra la situazione è la stessa: un’estate altalenante, meglio agosto, con i grandi eventi musicali e le sagre storiche che hanno attirato presenze, ma di passaggio. E ai Prati di Tivo, dopo un luglio movimentato dal turismo giornaliero per mancanza di strutture alberghiere aperte e di programmazione, l’agosto è positivo secondo gli operatori del settore.
«La pioggia ha danneggiato il Ferragosto che non è stato negativo», spiega Antonio Riccioni di “La Bottega del Parco” e Bar Prati di Tivo, «il meteo non sta aiutando, ma stiamo reggendo e il dato è positivo e deve far riflettere che è necessario tornare a puntare sulla nostra montagna». Il gestore e custode giudiziale Marco Finori per quanto riguarda i passaggi in cabinovia evidenzia l’anno peggiore degli ultimi cinque. «I dieci giorni di Ferragosto dove si fa il fatturato maggiore è piovuto tutti i giorni e pochi sono stati i passaggi dell’impianto», conclude, «è andata malissimo».
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