Turismo, si punta sui sentieri naturalistici
TORTORETO. Tortoreto investa sul “turismo lento” dei percorsi storico-naturalistici (che va anche di moda), ossia sui sentieri che collegano il Lido ai suoi tesori collinari e al resto della Val...
TORTORETO. Tortoreto investa sul “turismo lento” dei percorsi storico-naturalistici (che va anche di moda), ossia sui sentieri che collegano il Lido ai suoi tesori collinari e al resto della Val Vibrata, per diversificare il suo turismo estivo.
La proposta è del gruppo consiliare di opposizione “Tortoreto nel Cuore”, che in realtà riapre un tema di cui in città si parla da anni, almeno da quando la città ha deciso di ricominciare a valorizzare i resti storici presenti sul suo territorio. Primo fra tutti i sentieri su cui investire, per i consiglieri di minoranza è quello che collega i siti archeologici della Domus Romana delle Muracche al centro storico, per poi proseguire verso la Fonte del Vascello, ora al centro di un progetto di studio e sistemazione dopo i crolli dei mesi scorsi, Colle Badette e Cavatassi, attraverso la vecchia strada del Sole che passa lungo la Costa del Monte, per poi scendere fino al fosso Lo Sterzo e risalire a Cavatassi fino alla diramazione per Salino e Terrabianca.
Poi il percorso può raggiungere facilmente Corropoli, Sant’Omero, Nereto e Colonnella. «Questa opera riscoprirebbe centri storici, ricchi di edifici antichi, religiosi, di capolavori artistici, architettonici e archeologici, ma anche frazioni e periferie, utilizzando tutte le peculiarità ambientali, paesaggistiche, culturali e sentieristiche. Investendo sul cosiddetto turismo lento, il cicloturismo ed i percorsi a cavallo, le ricadute positive sarebbero grandi, soprattutto con un progetto che coinvolge l’Unione dei Comuni della Val Vibrata», spiegano i consiglieri guidati dal capogruppo Flaminio Lombi, che poi aggiungono: «Quello di Tortoreto è un territorio che non riesce ad esprimere appieno le sue potenzialità, fermandosi al solo turismo balneare della bella stagione, che va in crisi e si riduce ulteriormente in caso di estate piovosa. E’ chiaro che non può esserci crescita se si chiudono i turisti negli hotel, occorre invece offrire loro servizi adeguati, infrastrutture e possibilità di spostarsi su tutto il territorio proponendo esperienze piacevoli che spingano a tornare negli anni successivi».
Luca Tomassoni
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