Turista annegata, la salma ritorna nella Repubblica Ceca

MARTINSICURO . A due mesi dalla doppia tragedia in mare, la Procura di Ascoli ha dato il nulla osta seppellimento di Marketa Adamcova la 17enne della Repubblica Ceca rinvenuta da alcuni bagnanti a...
MARTINSICURO . A due mesi dalla doppia tragedia in mare, la Procura di Ascoli ha dato il nulla osta seppellimento di Marketa Adamcova la 17enne della Repubblica Ceca rinvenuta da alcuni bagnanti a San Benedetto, in zona Sentina, lo scorso 30 agosto. La morte per annegamento sarebbe avvenuta dopo la cena del sabato sera in un locale di Martinsicuro, dove la giovane era in vacanza con il suo fidanzato, Tomas Cerveny, 40 anni, ripescato qualche giorno dopo nelle acque di fronte il porto di Giulianova.
Per lui la procura di Teramo aveva aperto un fascicolo ma che ancora non viene comparato il Dna con i familiari. Marketa, invece, è stata identificata con la comparazione del Dna dei familiari ed ora la salma può ritornare in patria dai familiari. La 17enne frequentava la scuola professionale " Gimnazium Josefa Pekare" ed avrebbe compiuto i 18 anni i4 dicembre. La ragazza era arrivata a Martinsicuro il 24 agosto per un periodo di vacanza insieme al suo fidanzato, il connazionale Tomas Cerveny, i autista di bus, e tramite un’agenzia aveva affittato un appartamento in via delle Lampare a Martinsicuro, dove dovevano rimanere fino al 2 settembre. Il 29 agosto era scattato l’allarme quando i genitori di Marketa non riuscendo a contattare la figlia avevano avvertito le autorità ceche indicando dove la figlia alloggiava. Il ritrovamento del corpo era subito stato associato alla scomparsa della ragazza. Compatibilità subito avanzata dalla madre della ragazza che aveva riconosciuto gli orecchini della figlia nelle foto del corpo che la polizia italiana le aveva inviato.
Ancora non stabilita ufficialmente l’identità del fidanzato anche se per non sembrano esserci dubbi che sia l’uomo recuperato alcuni giorni dopo a largo del porto di Giulianova. Lui era irriconoscibile e in avanzato stato di decomposizione, per cui le operazioni della comparazione del Dna ancora non sono terminate. Le indagini sono state condotte da due procure, quella di Teramo e di Ascoli insieme all’Interpol. Dopo gli esami autoptici, le procure hanno stabilito che le morti sono state causate da annegamento.
Sandro Di Stanislao
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

