Tutti a Teramo gli interventi complessi

21 Marzo 2019

Parla il nuovo primario Colangelo: «Nella patologia grave i grandi numeri sono una tutela per i pazienti»

TERAMO. «Non è possibile curare in maniera “leopardesca” la patologia oncologica complessa. Bisogna accentrare l’attività». Ettore Colangelo, da gennaio nuovo primario del reparto di chirurgia del Mazzini così – in una conferenza stampa organizzata dalla Asl a più di tre mesi dal suo insediamento – annuncia che la chirurgia oncologica complessa verrà accentrata a Teramo.
«Non si può pensare di operare un tumore del pancreas all’anno», chiarisce ancora, «è una tutela nei confronti del paziente: in questo sono rinascimentale, al centro c’è sempre l’uomo. Per un chirurgo è fondamentale la casistica operatoria. Solo un volume di interventi medio-alto può garantire l’expertise del professionista e una maggiore sicurezza per i pazienti. Peraltro è una legge dello Stato che obbliga la direzione generale a muoversi in questo senso».
E Colangelo i numeri ce li ha: in tre mesi a Teramo, giusto per fare degli esempio, ha operato già sei tumori del distretto epato-duodeno-pancreatico e una ventina di tumori dello stomaco. «Stiamo crescendo in maniera esponenziale», conferma, «grazie a un’equipe di alto livello. Ho trovato peraltro colleghi che non guardano l’orologio e che, fra le altre cose, sanno fare molto bene la chirurgia mininvasiva». Colangelo cita anche l’unità semplice di senologia (il cui responsabile è Maurizio Brucchi): «come numeri i nostri senologi sono i secondi in Abruzzo ma ho ragione di pensare che diventeranno primi a breve». Proprio la senologia, come le patologie oncologiche dell’apparato digerente e i politraumi, sarà accentrata al Mazzini.
Fra le varie novità introdotte da Colangelo c’è la definizione di specifici percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) – che la senologia applica ormai da tempo con successo – condivisi in maniera multidisciplinare, in modo che – per ogni singolo paziente – possa essere deciso l’approccio terapeutico migliore.
Allo scopo, si è formato il Gico (gruppo interdisciplinare cure oncologiche), costituito dalle figure del chirurgo, dell’oncologo, del radioterapista, dell’anatomopatologo, del medico nucleare, dell’endoscopista e del senologo che, ogni lunedì mattina, si riunisce e prende in carico i pazienti con malattie oncologiche dell’apparato gastro-intestinale e del seno che si sono rivolti al nostro ospedale, sia per indirizzarli verso il percorso terapeutico migliore, e sia per evitargli “pellegrinaggi” da uno specialista all’altro, nel tentativo di organizzare autonomamente le cure.
Un’altra innovazione per il Mazzini è il ricovero breve. «Il problema maggiore del malato che si sottopone a chirurgia oncologica è “l’insulto infiammatorio” che impatta sul sistema immunitario. Questo sistema passa prima dell’intervento per un’alimentazione opportuna e poi per una rimozione molto precoce del catetere vescicale, del sondino naso-gastrico e dei drenaggi. La mobilizzazione attiva è già in prima giornata e così l’alimentazione. E’ un sistema psicologicamente vantaggiosissimo per il malato ma che ovviamente non si può attuare in tutti i casi», spiega il primario.
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