Tutti i dubbi di D’Alberto sulla gestione dello stadio

13 Maggio 2020

Il sindaco risponde sui ritardi del passaggio da Cantagalli a Iachini e spiega: «Stiamo verificando i requisiti». Del caso si occuperà l’Autorità anticorruzione

TERAMO . Guanti, mascherine, spazi dilatati e collegamento da remoto per chi non se la sente di stare in aula. Il primo consiglio comunale in emergenza coronavirus, convocato dopo tre mesi di sospensione dei lavori, si riunisce con le precauzioni dettate dalle misure di sicurezza e una sfilza d’interrogazioni alla giunta su argomenti rimasti in secondo piano durante la fase acuta della pandemia. In apertura l’aula unisce in un accorato minuto di raccoglimento l’omaggio della città a Walter Mazzitti e Italo Di Dalmazio, scomparsi a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, per poi accendere il confronto dialettico tra minoranza e amministrazione.
Uno dei temi caldi è la gestione dello stadio Bonolis, passata da Sabatino Cantagalli a Franco Iachini ma non ancora ratificata dal Comune. A sollevarlo è il consigliere di Forza Italia Mario Cozzi che chiede conto al sindaco Gianguido D’Alberto dei ritardi procedurali addebitati dal nuovo gestore all’amministrazione. Dalla risposta del primo cittadino si evince che c’è qualcosa che non quadra nei vari passaggi che hanno interessato il Bonolis. Tanto che servirà l’interessamento dell’Anac per fare chiarezza. «Stiamo verificando la sussistenza dei requisiti che rappresentano la condizione essenziale per cessione e prosecuzione della gestione», spiega D’Alberto che non entra nel merito del coinvolgimento dell’Autorità anticorruzione. «Per quanto ci compete siamo intenzionati a risolvere subito la questione», annuncia, «ma nel pieno rispetto della legge, anche per situazioni passate che vanno definite».
Dal dibattito affiora un’ombra, quanto meno di dubbio, su importanti interventi programmati e in parte avviati in città. Emerge dalle parole dell’assessore ai lavori pubblici Giovanni Cavallari in risposta alla richiesta di Francesca Chiara Di Timoteo sul rischio di perdita dei finanziamenti per il contratto di quartiere della Cona. «Il governatore», dice Cavallari riferendosi a Marco Marsilio, «ha annunciato che vuole rivedere i fondi del Masterplan, speriamo che non siano ritoccati». L’assessore all’urbanistica Stefania Di Padova specifica comunque che «il contratto di quartiere è stato avallato dalla Regione ed è stata attivata la progettazione delle opere previste».
La grillina Pina Ciammariconi ricorda le vicissitudini della scuola antisismica di contrada San Benedetto, che ancora non vede la luce dopo reiterati slittamenti della data di ultimazione dei lavori e un contenzioso aperto con la ditta appaltatrice. «L’intervento è in stato avanzato», fa sapere Cavallari, «ma manca ancora qualche settimana per un esito definito: garantisco comunque che arriveremo a conclusione prima della ripresa delle lezioni».
L’assessore ai lavori pubblici, nonché vicesindaco, viene sollecitato anche sugli scavi di Oper Fiber lungo le strade in cui sono stati stesi i cavi per internet ultraveloce. Secondo il consigliere Franco Fracassa di Futuro in l’amministrazione non ha dato disposizioni per gli interventi in centro, ignorando le norme, e non ha controllato i ripristini degli asfalti. «Abbiamo più volte convocato la ditta per segnalare le cose che non andavano bene e concordare i lavori», replica Cavallari, «le sistemazioni non conformi saranno rifatte». Ritardi sono denunciati anche da Luca Corona di Oltre per l’installazione delle telecamere di sorveglianza in applicazione della seconda fase del progetto Paride. Gli risponde l’assessore Valdo Di Bonaventura il quale ammette che l’intervento è andato per le lunghe, ma rimarca che ormai è pronto per la realizzazione. Giovanni Luzii di Italia Viva firma invece una richiesta dettagliata all’amministrazione sull’utilizzo delle somme provenienti da multe relative a violazioni del codice della strada, che per legge vanno in parte destinate a iniziative e progetti sulla sicurezza stradale.
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