Uccide il padre in casa per difendere la madre

15 Giugno 2019

Architetto di 45 anni finisce in carcere per omicidio preterintenzionale L’accusato: «È caduto dopo una colluttazione», ma tre ferite non convincono 

SILVI. Mamma Anna lo ripete senza mai contraddirsi: «Giuseppe non ha fatto niente, mi ha difeso dalle violenze di mio marito». Perché è un attimo che dura un tempo infinito quello che venerdì notte scorre nella cucina della casa di via Dante Alighieri quando Giovanni Di Martino, 73enne meccanico in pensione, si accascia battendo la testa sul tavolo dopo una violenta colluttazione con il figlio Giuseppe, 45 anni, architetto rientrato da un anno dal Brasile, intervenuto per difendere la madre che aveva deciso di lasciare il marito. L’anziano muore qualche ora dopo all’ospedale di Atri,il figlio finisce in carcere per omicidio preterintenzionale con un fermo di polizia giudiziaria.
In attesa dell’autopsia disposta dal pm di turno Enrica Medori e affidata questa mattina all’anatomopatologo Pietro Falco che dovrà fare definitiva chiarezza sulle cause della morte e sulla dinamica dei fatti, la cronaca di una drammatica serata si affida ai racconti di madre e figlio e ai risultati di una prima ispezione cadaverica. Per i carabinieri del nucleo investigativo del reparto operativo (diretti dal tenente colonnello Luigi Dellegrazie) dalla prima ispezione emergerebbero tre ferite lacero contuse alla testa della vittima che non sarebbero compatibili con la versione della caduta data da madre e figlio ma che potrebbero far ipotizzare una diversa ricostruzione, ovvero di un corpo sbattuto volontariamente sul tavolo. Scenario categoricamente smentito da figlio e madre, con quest’ultima che ha raccontato di subire maltrattamenti da più di trent’anni dal marito che «per quiete familiare» non aveva mai denunciato. «Ma ormai ero veramente stanca, non ne potevo più di subire da più di trent’anni» ha ripetuto ad investigatori e inquirenti. Fino a venerdì sera quando, confortata anche dalla presenza del figlio «che è sempre stato con me», ha deciso di lasciare la casa coniugale. Così ha caricato le sue cose in macchina ma quando il consorte ha capito quello che stava succedendo avrebbe iniziato a maltrattarla colpendola più volte al viso. Le sue urla hanno richiamato l’attenzione del figlio che in quel momento stava facendo la doccia. Quando l’uomo è arrivato in cucina ha raccontato di aver visto il padre che picchiava la madre «come faceva spesso» . Così ha cercato di fermarlo, di calmarlo. È nata una violenta colluttazione con i due che si sono colpiti fino a quando l’anziano – questa la versione di figlio e madre – è caduto battendo violentemente la testa. Giuseppe e Anna lo hanno subito soccorso, messo in macchina e trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Atri dove hanno raccontato della lite in casa. Qui il pensionato è stato subito ricoverato in rianimazione in condizioni gravissime ed è morto dopo qualche ora per le gravi lesioni riportate. Immediata la segnalazione alle forze dell’ordine, le indagini, il sopralluogo nella casa di Silvi che è stata sequestrata e, poi, nel primo pomeriggio di ieri il fermo.
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