Uccise il padre con un sedia, perizia ogni sei mesi

7 Febbraio 2011

A settembre uccise il padre a colpi di sedia. Ma Mansueto Adriani, l'ex operaio 51enne di Giulianova, per il momento non può essere giudicato perchè incapace di intendere e di volere. Lo ha stabilito la perizia disposta dal gip

GIULIANOVA. A settembre uccise il padre a colpi di sedia. Ma Mansueto Adriani, l'ex operaio 51enne di Giulianova, per il momento non può essere giudicato perchè incapace di intendere e di volere. Lo ha stabilito la perizia disposta dal gip. Per questo ogni sei mesi l'uomo, che attualmente si trova in una casa di cura fuori Abruzzo, verrà sottoposto a perizia psichiatrica per accertare il suo stato mentale e soprattutto la sua capacità processuale, cioè la capacità di rendersi conto di essere sottoposto a un procedimento.

L'operaio, che sulle spalle ha già una diagnosi di schizofrenia, dopo una prima confessione davanti ai carabinieri nel corso dell'udienza di convalida sostenne che al momento dell'omicidio stava dormendo. L'omicidio avvenne nella casa di Villa Pozzoni dove Mansueto, dopo la separazione dalla moglie, era tornato a vivere con il padre Biagio, 88 anni, malato e su una sedia a rotelle. Il giorno dell'omicidio l'uomo era apparso ai familiari molto agitato e per questo intorno alle 14 era stato visitato da una psichiatra.

Nelle ore successive, oltre ai farmaci che da tempo prendeva, l'uomo aveva bevuto anche parte del contenuto di due bottiglie di vino acquistate proprio poche ore prima dell omicidio. Un mix micidiale di alcol e farmaci, dunque, che avrebbe scatenato la follia omicida dell uomo di fronte all'anziano padre malato. (d.p.)