Uccise suo padre, fissato il processo bis

17 Settembre 2024

Silvi, a novembre nuova udienza in Appello per rideterminare la pena dopo la condanna a 21 anni

SILVI. A gennaio la Cassazione ha fatto sua la certezza dell’omicidio volontario sancita in primo e secondo grado, ma ha aperto la strada allo sconto di pena laddove ha dichiarato fondato il ricorso della difesa sulla questione della concessione delle attenuanti generiche prevalenti sulle circostanze aggravanti rinviando alla Corte d’appello in sede diversa da quella dell’Aquila.
È fissata per il 27 novembre (Corte d’appello di Perugia) l’udienza per Giuseppe Di Martino, il 48enne architetto di Silvi accusato di aver strozzato il 73enne padre Giovanni al termine di un violento litigio scoppiato nella casa di Silvi nella notte tra il 13 e il 14 giugno 2019. In primo grado era stato condannato a 25 anni, in appello a 21. L’uomo è difeso dall’avvocato Marco Pierdonati.
Nel corso delle indagini preliminari e successivamente nell’istruttoria dibattimentale di primo grado, la Procura (pm titolare del fascicolo Enrica Medori) ha sempre sostenuto la morte per strozzamento così come stabilito anche dai periti nominati dalla Corte d’assise. «A carico della vittima», hanno scritto nelle motivazioni i giudici di primo grado, «vi fu, con certezza, una costrizione meccanica intensa alla regione del collo».
Secondo le motivazioni di primo grado «la condotta complessivamente posta in essere dall’imputato evidenzia una incontrovertibile determinazione da parte di Giuseppe Di Martino, seppure verosimilmente insorta o quantomeno notevolmente rafforzatasi al momento dello scontro fisico con il padre, che non lascia dubbi sulla sussistenza della volontà omicida».
Si torna in aula a fine novembre.(d.p.)
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