Uccise un poliziotto, arrestato per stalking alla ex moglie

8 Giugno 2019

Dopo aver scontato 25 anni per l’omicidio si era trasferito da Roma a Teramo con la nuova compagna È accusato di aver perseguitato la ex moglie e il suo attuale convivente con telefonate e minacce 

TERAMO. Nel giugno del 1996 uccise il poliziotto Carlo Tufilli dopo aver tentato una rapina sul treno di Grotta Celoni, vicino Roma. Per quell’omicidio è stato condannato a 25 anni finiti di scontare nel 2018 dopo che gli sono state concesse misure alternative.
Da allora Maurizio De Lucenti, 45enne romano, si era trasferito a Teramo, nell’abitazione della nuova compagna. Qui nella tarda serata di giovedì è stato nuovamente arrestato con l’accusa di stalking e maltrattamenti alla ex moglie. A trovarlo, per eseguire l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Roma, gli agenti della squadra mobile della Capitale in collaborazione con quella di Teramo. Secondo la Procura romana, che ha chiesto ed ottenuto la misura cautelare, l’uomo non accettando la fine della storia con la ex moglie, in cinque anni avrebbe perseguitato e intimidito sia lei sia la sua famiglia. Decine di messaggi attraverso Whatsapp e Facebook, telefonate a tutte le ore del giorno e della notte, minacce gravi, insulti, che, sostiene l’accusa, hanno provocato nella donna un forte stato di agitazione tale da costringerla a cambiare le sue normali abitudini di vita. A far scatenare ancora di più la rabbia dell’uomo il fatto che si fosse rifatta una vita con un nuovo compagno, anche lui divenuto vittima delle sue angherie. De Lucenti è stato rinchiuso nel carcere teramano di Castrogno e già nelle prossime ore potrebbe essere trasferito.
Il 39enne ispettore di polizia Tufillo venne ucciso il 22 giugno del 1996 da due rapinatori nei pressi della stazione di Torre Angela, della linea Roma-Pantano. Tufilli era a bordo di un convoglio quando i rapinatori, Maurizio De Lucenti e Luca Esposito minacciarono con le pistole alcuni passeggeri. «Dateci i soldi e le catenine. State fermi oppure vi ammazziamo tutti» urlarono i due. Dopo alcuni minuti la sanguinaria sparatoria. L' ispettore intervenne solo dopo che i malviventi erano scesi dal vagone: temeva che i passeggeri potessero rimanere feriti. Sul marciapiede della stazione di Torre Angela il poliziotto sparò alcuni colpi in aria intimando ai banditi di fermarsi. De Lucenti rispose con il fuoco e ferì Tufilli al petto e all'addome con cinque colpi. Nel conflitto a fuoco morì il complice di De Lucenti.
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