Ucciso in moto da una catena: in centinaia per l’addio al 25enne

Striscioni, fumogeni e cori salutano Damiano Bufo. Il parroco consola gli amici: «Non disperate» A Castiglione, suo paese d’origine, cinque ore di lutto cittadino. Il sindaco: «Era il minimo»
PINETO. Piazza della Libertà stracolma ieri mattina a Pineto per l’addio a Damiano Bufo, il 25enne che domenica pomeriggio è morto in sella alla sua moto da cross, nelle campagne di Bisenti, dopo essere finito contro una catena sistemata tra due alberi lungo un sentiero. Ad accompagnare la bara bianca con sopra un cuscino di rose rosse e una maglietta con la foto delle gite con gli amici c’erano tre intere comunità: quelle di Bisenti e Castiglione Messer Raimondo e quella di Pineto, dove la famiglia si era trasferita qualche anno fa dopo aver ceduto l’azienda agricola di proprietà nella Val Fino. A pronunciare l’omelia è stato il parroco di Castiglione don Michele Cocomazzi che ha esortato i giovani presenti a non disperare e ad accompagnare nella preghiera l’ultimo viaggio di Damiano. Ha detto: «Siete moltissimi. Nessuno muore abbandonato a se stesso, le campane oggi suonano a festa e dimostrano l’affetto del Signore della vita che ha vinto la morte». Ha poi benedetto i ragazzi presenti affinché diano sfogo alle loro attitudini «con serenità e fede».
All’uscita del feretro i ragazzi hanno issato uno striscione (“Per sempre nei nostri cuori - Sei unico”) e hanno acceso per alcuni minuti dei fumogeni bianchi e rossi gridando il nome di Damiano a squarciagola. Un mazzo di palloncini bianchi è volato in cielo accompagnato da applausi. Numerosi manifesti e messaggi di cordoglio sono stati sistemati sul sagrato della chiesa. Dopo la messa, per minuti sono rimasti gli occhi fissi dei ragazzi in lacrime sulla bara. Tutti hanno espresso cordoglio al padre Gabriele, alla mamma Carla e al fratello Gregory che hanno avuto il sostegno anche del parroco della parrocchia di Sant’Agnese don Guido Liberatore. La messa di riuscita è stata fissata per il 17 aprile.
Il giovane lavorava come fabbro in una ditta di Mutignano ed era molto conosciuto sia nel tessuto cittadino pinetese che nella Val Fino, dove amava tornare a correre con la sua moto da cross. Dalle 9 alle 14 il sindaco di Castiglione Vincenzo D'Ercole, presente alla cerimonia di ieri, ha proclamato con un’ordinanza il lutto cittadino e ha detto: «È il minimo che potessimo fare come comunità, Damiano era un ragazzo d’oro, quella accaduta è una tragedia che lascia senza parole. Purtroppo tutto è da attribuire al fato, nessuno poteva sapere della presenza della catena». Bufo fino a qualche anno fa aveva vissuto con genitori e fratello a Castiglione dove la famiglia aveva un'azienda agricola. Successivamente alla vendita del casale la famiglia si era trasferita a Pineto, ma il giovane aveva sempre mantenuto stretti i rapporti con gli amici della vallata.
Sulla morte del giovane la Procura di Teramo ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo indagando i tre eredi proprietari del terreno su cui si trovava la catena che è stata d’ostacolo.
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