Uffici sgomberati, il Comune accelera

Applicata la stessa regola che evita la chiusura di bar e negozi, lavori in urgenza per scongiurare il doppio trasferimento
TERAMO. Gli uffici come i negozi. Per accelerare il rientro nei locali evacuati poco più di un mese fa, gli unici finora sgomberati dopo la dichiarazione d’inagibilità di palazzo Pompetti, il Comune cambia le regole. Con una delibera appena adottata, infatti, la giunta ha esteso agli uffici pubblici la clausola di salvaguardia adottata a giugno 2017 per le attività commerciali. Negozi e bar ospitati al piano terra di palazzo Pompetti finora non sono stati costretti a chiudere i battenti, nonostante l’ordinanza firmata dal sindaco Gianguido D’Alberto a seguito delle ulteriori verifiche post sisma che hanno attribuito all’immobile il massimo grado di inagibilità, proprio grazie alla norma introdotta dalla passata amministrazione.
Quest’ultima, sulla scorta della situazione che si è creata per la sede centrale del Comune in piazza Orsini, evacuata nel corso dell’emergenza terremoto, ha stabilito che le attività commerciali possono restare aperte con lavori di messa in sicurezza anche se l’edificio è stato classificato E. L’applicazione della regola anche agli uffici consentirebbe dunque all’ente di riprendere possesso in tempi più rapidi dei locali abbandonati un mese fa. Ci sarebbe in effetti anche un altro beneficio perché l’amministrazione eviterebbe gli oneri di un doppio trasferimento. I settori Tecnico e Traffico, infatti, al momento sono collocati al Parco della Scienza e stando al piano iniziale dovrebbero spostarsi in piazza Garibaldi, nello stabile della Provincia in cui si trovava il Medio Credito, per riavvicinarsi al centro e all’attuale sede principale del municipio in via Carducci. Il secondo trasferimento, dunque, non sarebbe più necessario se l’amministrazione riuscirà ad accelerare il ritorno a palazzo Pompetti. Il buon esito dell’operazione non può essere dato per scontato, anche il solo intervento di messa in sicurezza degli uffici potrebbe far emergere complicazioni e per questo il Comune non disdetterà per ora l’accordo con la Provincia per l’occupazione semestrale dei locali all’ultimo piano dell’immobile in piazza Garibaldi. Se però tutto dovesse filare liscio, gli spazi all’interno di palazzo Pompetti potrebbero essere di nuovo occupati per l’inizio dell’anno prossimo.
Nel frattempo il Comune ha adottato il progetto per il consolidamento degli spazi in cui erano ospitati gli uffici. Questo prevede, come primo intervento, l’installazione sulle pareti esterne dell’edificio di “mantovane”, pannelli inclinati verso l’alto destinati a evitare l’eventuale caduta di calcinacci sulla strada. Sono entrati nel vivo, invece, i lavori che interessano la parte privata dell’immobile. Dopo i rinforzi lungo il perimetro interno delle finestre installati nei giorni scorsi, in piazza Martiri ieri sono arrivati i mezzi da cantiere che saranno utilizzati per l’intervento di messa in sicurezza. Puntelli e sostegni saranno posizionati nella porzione più fragile del palazzo, quella agli angoli tra via Costantini e Capuani e tra quest’ultima e piazza Martiri.
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