«Ufficio ricostruzione, i computer sono inadatti»

L’ex assessore Fracassa e Di Ferdinando (Robin Hood) tornano alla carica: «Usr inefficiente: scoperta dopo 8 mesi, evase solo sette pratiche di edifici B»
TERAMO. Oltre otto mesi per accorgersi che i pc dati in comodato d'uso dalla Regione non erano idonei ad elaborare le pratiche Mude, necessarie per far partire la ricostruzione, ed appena 7 pratiche relative alle abitazione di categoria B espletate. A denunciare le presunte inefficienze dell'ufficio speciale per la ricostruzione, che di fatto rallenterebbero l'avvio dei cantieri nel territorio del cratere teramano, l'associazione “Robin Hood” e l'ex assessore comunale Franco Fracassa che ieri mattina, in una conferenza stampa, sono tornati a puntare il dito anche contro la scarsa trasparenza del sito dell'Usr, che di fatto non verrebbe aggiornato rendendo impossibile anche verificare il numero delle pratiche in fase di trattazione.
«Nella nostra attività di verifica abbiamo trovato una determina di ottobre, quindi oltre otto mesi dopo l'attivazione dell'ufficio, in cui il responsabile dava atto che i pc forniti dalla Regione non erano idonei per il lavoro che devono svolgere e dava disposizione per l'acquisto di dieci computer», ha detto il presidente dell’associazione consumatori Pasquale Di Ferdinando, «Ritardi ingiustificabili: nel frattempo nelle altre regioni la ricostruzione andava avanti». A dare il senso della lentezza della ricostruzione nel Teramano i numeri sulle pratiche relative alle case di categoria B: appena 7, secondo Fracassa, quelle espletate in tutto il cratere e tutte relative a singole abitazioni. «Tra queste pratiche non vi è nessun condominio, se pensiamo che si stimano circa 700 pratiche presentate solo a Teramo di questo passi ci vorranno 20 anni per riportare le persone in città».
Numeri completamente diversi rispetto alle realtà limitrofe. «Nel Lazio ci sono già 20 cantieri aperti e stanno lavorando anche alla ricostruzione di una scuola professionale ad Amatrice per 7 milioni e mezzo», ha aggiunto Fracassa, «e hanno trattato 157 pratiche di delocalizzazione di attività produttive contro le nostre 20. Ma il dato più importante è che mentre nelle Marche sono ormai arrivati a 395 cantieri aperti e a 2120 pratiche in trattazione, noi non riusciamo neanche ad avere i dati sulle pratiche che si stanno trattando, visto che il sito non è aggiornato». Una situazione a fronte della quale Robin Hood lancia un'operazione di "autotrasparenza", come l'ha definita Di Ferdinando. «Invitiamo i cittadini che hanno inoltrato le pratiche Mude a fornirci i dati», ha dichiarato , «e noi provvederemo a pubblicarli». Il mese scorso Fracassa e Di Ferdinando avevano organizzato anche un sit in davanti ai locali dell'Usr, per protestare proprio contro i ritardi.
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