Ultimo saluto a Silvia, leonessa fragile

27 Dicembre 2015

La sua canzone preferita e un volo di palloncini accompagnano i funerali della 19enne di Casoli stroncata da una malattia

ATRI. «Tra le foglie soffia un vento debole, nel frattempo un fiore sta per nascere». Parlano di vita le parole della canzone dei Modà che hanno accompagnato per l’ultimo viaggio terreno Silvia Scarpone, la ragazza di 19 anni di Casoli di Atri scomparsa la notte dell’antivigilia di Natale dopo aver lottato a lungo contro un terribile male che l’aveva aggredita quando era ancora adolescente.

Ieri il funerale, presenti centinaia di giovani con gli occhi gonfi di lacrime, al termine del quale il feretro è uscito dalla chiesa accompagnato in sottofondo dal brano musicale che Silvia amava particolarmente. La piazza principale di Casoli, davanti alla chiesa di Santa Marina dove è stata celebrata la funzione religiosa, ha cominciato a riempirsi di gente dalle prime ore del mattino. Qui , con un volo di palloncini bianchi e rossi, in molti hanno atteso l’arrivo del carro funebre giunto puntuale dopo aver percorso il tragitto che separa la parrocchia dalla contrada Falsacappa, dove c’è la casa in cui Silvia ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza insieme al padre Piero, la mamma Lina e il fratello Andrea. In quella stessa casa la ragazza ha combattuto per anni contro un tumore, alternando periodi di cura a Milano, sempre sostenuta dai suoi cari che le hanno trasmesso la forza di lottare insieme al loro immenso amore. Per Silvia si è mobilitata anche “Abruzzo amore”, un’associazione locale il cui unico fine è di aiutare il prossimo in difficoltà, ma alla fine tutti gli sforzi profusi non sono riusciti a farla guarire.

Nelle ultime settimane la situazione è precipitata al punto che martedì scorso si è reso necessario il ricovero urgente all’ospedale di Teramo, dove i medici hanno potuto fare ben poco viste le condizioni della ragazza. Al punto che si è deciso di farla tornare nella propria abitazione per farle trascorrere le ultime ore di vita assistita dai propri cari. La notizia della morte di Silvia Scarpone ha sconvolto la piccola comunità di Casoli diffondendosi rapidamente anche a Roseto dove la ragazza frequentava l’istituto Moretti; stessa cosa a Pineto città in cui il padre presta servizio nella locale caserma della Polstrada. Centinaia i messaggi sul web lasciati dagli amici di Silvia, così come da persone che non l’hanno mai conosciuta ma che si sono commosse nel sentire la sua storia. «Hai lottato come una leonessa fino alla fine», si legge in uno dei tanti messaggi lasciati nel web, «fino all’ultimo respiro perché tu volevi restare con noi per ancora tanto, tanto tempo con quella voglia di vivere che solo tu avevi». «Amavi la danza, Dio quanto l’amavi», si legge in un altro messaggio, «però hai dovuto spezzare i tuoi sogni per intraprendere una dura battaglia, ma ciò non ti ha fermata». «Non ti ho conosciuta benissimo, ma ogni volta che ti ho vista ricordo che avevi sempre il sorriso stampato sulle labbra, non te lo toglieva nessuno». Coraggio, gioia di vivere e amore per i suoi cari, questi gli elementi che hanno caratterizzato la breve vita di Silvia Scarpone, rimasta «trafitta sulla terra, aspettando di volare».

Federico Centola

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