Ultrà, sciopero del silenzio nel giorno della festa per il Teramo promosso

Niente festa promozione in curva Est: protesta durante l'ultima gara di campionato con l'Ancona dopo le cinque diffide della procura ad altrettanti tifosi che non potrenno andare allo stadio fino al 2015

TERAMO. Niente cori in curva Est, niente festa e niente bandiere biancorosse. Domenica, nel giorno del trionfo del Teramo, i tifosi biancorossi rimarranno in silenzio durante l'ultima gara di campionato contro l'Ancona. E' stato un vero e proprio fulmine a ciel sereno a innescare, poche ore fa, la presa di posizione degli ultrà teramani. La causa è un durissimo provvedimento della questura: cinque diffide nei confronti di altrettanti tifosi che potranno tornare allo stadio solo nel 2015. I motivi del provvedimento? Risalgono a quanto accadde lo scorso 25 aprile, in occasione del match Teramo-Riccione. A tre ultrà, puniti con un Daspo di tre anni, viene contestato il tentativo di entrare allo stadio con uno striscione che solidarizzava con un esponente della curva (Davide Rosci) attualmente sottoposto ad arresti domiciliari per gli scontri di Roma del 15 ottobre; agli altri due ragazzi, costretti a rimanere lontano dagli stadi per due anni, viene invece contestata un'invasione di campo a fine gara, in piena festa promozione. In risposta alla mazzata il settore degli ultrà, pertanto, domenica rimarrà in silenzio. Un eloquente silenzio.

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