Un altro incendio doloso in contrada Carapollo

Il fuoco appiccato nella notte a una rimessa agricola, morte sei caprette Indagano i carabinieri forestali, si sospetta l’utilizzo di una bottiglia molotov
TERAMO. In questa estate di incendi un nuovo rogo doloso brucia a Carapollo, riduce in cenere una rimessa agricola e uccide sei caprette. Con una certezza a fare la cronaca in un’area già devastata dalle fiamme di Ferragosto, il maxi incendio che ha divorato trecento ettari mettendo a rischio il raddoppio autostradale di Collurania: anche questa volta l’origine è dolosa a tal punto che tra le prime ipotesi non si esclude quella di una bottiglia molotv.
Sul caso, dopo un primo intervento dei vigili del fuoco e della polizia municipale di Teramo, sono in corso le indagini dei carabinieri forestali che nel pomeriggio di ieri hanno fatto un primo sopralluogo per repertare elementi. E negli scenari investigativi che si profilano c’è anche quella che ad agire possa essere la stessa mano del maxi rogo di due settimane fa.
Sarà difficile sostanziare quelle che per ora restano solo delle ipotesi: gli investigatori sperano non solo negli accertamenti tecnici ma anche in eventuali immagini catturate da qualche telecamera di videosorveglianza della zona. Non è la prima volta che l’area di Carapollo viene funestata dagli incendi, quasi tutti doloso. Un allarme che esplode ormai da anni, in ogni stagione estiva e con gli investigatori convinti che ad agire sia sempre la mano dell’uomo. Con un nuovo appello che arriva dai carabinieri forestali: chi ha visto qualcosa racconti, si faccia vivo. «Tutte le indagini sugli incendi», ripete Gualberto Mancini, il comandante dei carabinieri forestali, «devono essere fatte non tralasciando nessun particolare proprio perché si tratta di accertamenti delicati. Quello che però voglio sottolineare è la poca collaborazione che avvertiamo da parte dei cittadini. E invece da loro ci aspettiamo maggiore presenza e più collaborazione. Sono zone in cui se passa una macchina che non è del posto tutti lo sanno, tutti la vedono. Ecco: se qualcuno ha visto dei movimenti sospetti, dei passaggi insoliti, delle vetture che non appartengono a persone del posto si faccia vivo con noi». In meno di due settimane alle porte di Teramo sono bruciati centinaia di ettari: dalla zona di Carapollo a quella di Miano dove sono state sgomberate delle case, dalla zona di Spiano a quella di Colleminuccio e Villa Mosca.(d.p.)
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