Un caso politico le sentenze sugli edifici

5 Marzo 2016

Roseto, per il capogruppo di Forza Italia Norante la colpa è delle norme volute dalla vecchia giunta

ROSETO. Diventa un caso politico la questione delle distanze tra fabbricati non rispettate. Tutto nasce dal fatto che, fino a sei anni il Comune di Roseto rilasciava dei permessi e delle autorizzazioni in base alle norme tecniche di attuazione (Nta) del Prg vigente con la prescrizione che «i diritti dei terzi debbono essere salvi, riservati e rispettati in ogni fase dell’esecuzione dei lavori»; prescrizione che non riguarda solo le distanze ma tutti i diritti dei terzi. Per cui un cittadino che realizzava una costruzione che, a detta del vicino, non rispettava le distanze previste dalla normativa vigente, poteva essere chiamato in causa per un eventuale risarcimento del danno subito o per la demolizione dell’immobile costruito. A sparare a zero è Antonio Norante, capogruppo di Forza Italia, il quale punta il dito contro la precedente amministrazione di centrosinistra. «Nonostante alcune comunicazioni inviate al precedente sindaco Franco Di Bonaventura e all’assessore all’urbanistica Enzo Frattari, entrambi del Pd, da parte dei dirigenti del tempo», dice Norante, il quale sostiene che uno dei dirigenti sarebbe stato rimosso proprio per questa segnalazione, «il Comune di Roseto ha continuato a rilasciare permessi con la stessa procedura, infischiandosene dei richiami, dei suggerimenti e delle comunicazioni dei propri dirigenti». Questa dunque la situazione, almeno fino a quando due sentenze del tribunale hanno tolto definitivamente ogni possibile appiglio a chi volesse continuare ad applicare una norma del Prg di fatto inapplicabile poiché in contrasto con una legge statale. «Proprio a seguito di tali sentenze riguardanti un immobile di Roseto, e anche in considerazione al proliferare in città di contenziosi in tal senso», incalza Norante, «l’amministrazione comunale, spinta dalla nostra battaglia dai banchi dell’opposizione che occupavamo in quei giorni, in una seduta molto calda del consiglio comunale del 3 giugno 2010, adottò una variante normativa che in seguito venne approvata definitivamente». Fin dal momento dell’adozione, quindi dal 2010, il Comune di Roseto non ha più rilasciato permessi relativi a questo tipo di interventi con la prescrizione relativa ai diritti dei terzi, evitando così il proliferare di contenziosi tra cittadini, a volte appartenenti alle stesse famiglie. «L’attuale maggioranza sta affrontando il problema», dice ancora Norante, «che la precedente amministrazione Pd ha avuto decenni per risolvere senza riuscirvi, mettendo mano alla problematica legata ai piani di recupero urbano per mettere ordine nella materia soprattutto nell’ambito del centro di Roseto. A tal proposito dei giovani professionisti hanno già svolto l’attività di rilievo propedeutica alla redazione dei piani di recupero e si sta approntando la normativa tecnica per disciplinare la materia».©RIPRODUZIONE RISERVATA