Un ciclo di conversazioni sulla storia della città

Docenti universitari racconteranno quattro momenti cruciali: si parte sabato con la devastazione della Teramo medievale da parte del conte di Loretello
TERAMO. Dalla distruzione della città nell’alto medioevo all’arrivo della ferrovia nel tardo ’800, ovvero la rilettura della storia per capire meglio la contemporaneità. Non ha uno scopo di spiccata originalità l’iniziativa promossa da Comune e Fondazione Tercas che si articolerà in quattro incontri sotto il titolo: “Lezioni di storia, i giorni di Teramo”. Di sicuro, però, ha il pregio non solo di fa conoscere e approfondire eventi cruciali per lo sviluppo della città, ma di farlo con lo stile dell’affabulazione. A questo si richiama l’assessore alla cultura Luigi Ponziani nel presentare gli appuntamenti che prenderanno il via sabato e proseguiranno per tutto novembre, con inizio alle 17, nella sala convegni dell’Arca in largo San Matteo. La scelta della sala da una cinquantina di posti è in linea con l’impostazione voluta per le “conversazioni” che, in netta distinzione con i «convegni paludati», sempre per usare un’espressione dell’amministratore, si collocano in un ambiente raccolto, adatto al tono narrativo degli appuntamenti. Ne saranno protagonisti, oltre a Ponziani, docenti universitari che attraverso i quattro snodi epocali contribuiranno a disegnare «quel ritratto di città» che è alla base del progetto culturale dell’amministrazione.
«Non facciamo retorica», spiega l’assessore, «ma offriamo un’occasione di riappropriazione della storia cittadina troppo spesso misconosciuta o addirittura ignorata». C’è dunque anche un forte richiamo all’attualità «alle contraddizioni e alle difficoltà che sono il sale della vita» nei momenti simbolo che caratterizzeranno i quattro incontri. Così quello di sabato, “Teramo diruta: il conte di Loretello e la distruzione della città nel 1156”, affidato a Berardo Pio dell’Alma Mater di Bologna, rimarcherà il passaggio dalla vecchia struttura cittadina medievale a un nuovo assetto «che in qualche modo vediamo ancora oggi». Al tema attuale della democrazia partecipata rimanda l’incontro del 16 novembre, “Gli statuti del 1440 e il Comune teramano”, con il docente della Sapienza, amministrativista ed ex deputato Vincenzo Cerulli Irelli. Sarà Francesca Fausta Gallo, ordinario di Storia moderna all’ateneo di Teramo, a illustrare “La libertà effimera, il banchetto patriottico del 1799” che, il 22 novembre, evocherà un episodio legato alle vicende della repubblica napoletana. L’ultimo appuntamento, il 30 novembre, sarà incentrato su “La rivoluzione dei trasporti: 1884, l’arrivo della ferrovia a Teramo”, con l’intervento dell’ex rettore Luciano D’Amico. «Sarà un ciclo d’incontri per riscoprire il valore identitario della città», sottolinea il sindaco Gianguido D’Alberto, «che segna anche la linea di demarcazione tra eventi culturali e di puro intrattenimento». Per la presidente della commissione Cultura Martina Maranella «si consolida la conoscenza della storia cittadina con uno sforzo che speriamo dia i risultati attesi».
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