Un comitato per salvare il Braga

8 Luglio 2015

Ai promotori non piace il trasferimento delle lezioni all’università: «La convivenza è difficile»

TERAMO. La crisi senza fine del Braga spinge alla mobilitazione insegnanti, allievi, genitori ed ex studenti. Sono loro ad aver dato vita al comitato di sostegno all'istituto musicale con lo scopo di affiancarlo e pungolare le istituzioni locali nelle iniziative destinate a evitarne la morte. «Il Braga è a rischio chiusura», ricorda il presidente Francesco Capanna, «la mancanza di risorse mette a repentaglio la ripresa delle attività dopo l'estate». Gli enti finanziatori hanno ridotto o azzerato i loro contributi economici e come se non bastasse, la Regione non ha ancora erogato lo stanziamento annuale di 300mila euro. «E' fermo per un'inadempienza da parte dell'istituto», rivela Capanna, «il finanziamento, infatti, può essere concesso solo dopo la presentazione dei bilanci preventivo e consuntivo». Il comitato, dunque, vuole capire cosa succede al Braga anche al di là del faticosissimo e contorto processo di statizzazione che cancellerebbe l'emergenza ma non trova effettiva applicazione. Secondo Capanna si tratta di una procedura «monca» perché, stando a quanto accertato finora, il passaggio del Braga sotto il controllo del ministero dell'Istruzione lascerebbe comunque i costi di gestione a carico degli enti territoriali, in particolare Regione, Provincia e Comuni di Teramo e Giulianova, che già ora non sono in grado di coprirli.

Non è solo questo, però, e neppure la cronica carenza di fondi che da un anno tiene gli insegnanti senza stipendio a muovere l'iniziativa partita il 1° luglio con le prime 45 adesioni al comitato. «Il nostro obiettivo è coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini e associazioni», sottolinea Capanna, «su una vicenda che ha assunto una dimensione culturale più ampia rispetto alle rivendicazioni di una scuola». Così, ai passaggi burocratici e legislativi che pure segnerebbero una svolta per la sopravvivenza del Braga, si aggiungono questioni pratiche come il trasferimento dalla sede storica di piazza Verdi al campus universitario di Coste Sant'Agostino. Un trasloco, avvenuto durante le vacanze di Pasqua e imposto dai gravi problemi strutturali dell'ex convento che ha ospitato per decenni il Braga, di cui il comitato lamenta la criticità. «Lo spostamento è stato pubblicizzato male, fatto quasi di nascosto», fa notare Capanna, «creando di fatto una convivenza difficilissima tra due istituzioni che non hanno nulla a che spartire tra loro». Nelle aule risuonano le note delle esercitazioni con gli strumenti musicali mentre a breve distanza si tengono corsi e si studiano materie per i quali sono richiesti silenzio e concentrazione. Il comitato intende chiedere spiegazioni sia al sindaco Maurizio Brucchi che al rettore Luciano D'Amico, presidente uscente del Braga, sulla durata del trasferimento e sull'esistenza di possibili collocazione alternative ritenute più idonee per l'istituto. «La nostra azione non finirà con il riconoscimento della statizzazione o il superamento delle criticità», tiene a precisare il presidente, «ma proseguirà anche dopo come elemento di appoggio al Braga».

L'imminenza dei rischi porta comunque il comitato a occuparsi delle questioni attuali, compresa quella del rinnovo dei vertici dell'istituto. L'incarico di D'Amico è scaduto il 30 giugno e il comitato intende entrare nel merito anche di questo aspetto. «Vogliamo sapere chi sarà il nuovo presidente», conclude Capanna, «e quali programmi porterà avanti».

Gennaro Della Monica

©RIPRODUZIONE RISERVATA