«Un dibattito pubblico sul Teatro romano»

28 Gennaio 2019

La richiesta dell’associazione Demos che lancia la proposta di un «sondaggio deliberativo»

TERAMO. L’associazione Demos, anche alla luce dell’accordo trovato tra Comune e Soprintendenza, torna a chiedere l’avvio di un dibattito pubblico sul progetto di recupero del teatro romano. Dibattito che, per l’associazione, dovrebbe passare attraverso lo strumento, già adottato nel caso dell’alta velocità in Val di Susa, del “deliberative polling” o sondaggio deliberativo, basato su un campione rappresentativo e la consultazione con i portatori di interesse ed esperti. Una proposta che l’associazione aveva già messo sul tavolo subito dopo la presentazione del progetto Bellomo e che per il presidente dell’associazione Demos Carlo Di Marco potrebbe persino marginalizzare e rendere inutile la richiesta referendaria del Forum cittadino. «Il progetto, dal titolo “Progetto del Teatro romano di Teramo, consultazione dei cittadini. Deliberative Polling”», scrive Di Marco, «prevede, infatti, un massiccio percorso di coinvolgimento dei cittadini sul progetto Bellomo come base di partenza, anche a seguito delle osservazioni della sovrintendenza; il coinvolgimento dei cittadini, delle associazioni, dei comitati di quartiere e di frazione, del suo coordinamento, degli ordini degli architetti e degli ingegneri, di tutte le altre intelligenze del nostro meraviglioso Genius loci». Una consultazione popolare che, in caso di risposta affermativa da parte dell’amministrazione, rappresenterebbe per Di Marco «un precedente storico ineguagliabile e una grande dimostrazione che i cittadini possono avere sempre un ruolo partecipativo, propositivo e di controllo, mettendo così gradualmente da parte la cultura della delega, per recuperare quella costituzionalista della sovranità popolare».
Un aspetto, quello di aprire alla partecipazione popolare, sul quale l’amministrazione D’Alberto si è sempre detta disponibile. «Apettiamo che Bellomo sia a Teramo per promuovere incontro con la cittadinanza e per raccogliere suggerimenti al di là dello strumento che si sceglierà come forma di consultazione», commenta il primo cittadino Gianguido D’Alberto, «ma ovviamente quest’ultimo dovrà essere compatibile con i tempi relativi alla prosecuzione dell’iter progettuale, tenendo conto che molte istanze emerse fino ad oggi sono già state accolte». (a.m.)