«Un gesto per richiamare l’attenzione»

19 Novembre 2016

«E’ evidente che questo gesto è un modo per richiamare l’attenzione in un momento, quello dell’adolescenza, sempre più complesso». E’ chiaro Giuseppe Orfanelli (nella foto)psicologo e...

«E’ evidente che questo gesto è un modo per richiamare l’attenzione in un momento, quello dell’adolescenza, sempre più complesso». E’ chiaro Giuseppe Orfanelli (nella foto)psicologo e psicoterapeuta, specialista in criminologia clinica, docente di psicologia generale e giuridica al corso di laurea in scienze dell’investigazione dell’università degli studi dell’Aquila. «E’ evidentemente una richiesta di aiuto», dice l’esperto che da tempo è consulente di varie procure in Italia e del tribunale dei minori dell’Aquila, « e nasconde una problematica. Non conosco nel particolare il caso e quindi non entro nel merito. Ma ci sono comportamenti che si ripetono e che hanno sempre lo stesso comun denominatore. L’adolescenza è un periodo sempre più complesso. Gli adolescenti hanno la necessità di scandire la quotidianità con delle regole che devono essere sempre presenti in un normale percorso di crescita. E in questo percorso di crescita sono fondamentali la scuola, gli amici, lo sport, le attività con le associazioni. Io dico solo che niente avviene per caso e che ci sono sempre delle situazioni che devono far riflettere gli adulti. Perchè quando un minore si comporta in un determinato modo vuole sì affermare la propria identità ma con questo anche chiedere aiuto». (dp)