Un mercato contadino con le imprese locali

1 Novembre 2020

ATRI. Il Comune di Atri punta a rilanciare le attività agricole con il mercato contadino a km zero. È una delle azioni messe in campo in questo periodo dall’assessorato comunale all’agricoltura che...

ATRI. Il Comune di Atri punta a rilanciare le attività agricole con il mercato contadino a km zero. È una delle azioni messe in campo in questo periodo dall’assessorato comunale all’agricoltura che mira ad incrementare e sostenere le aziende agricole locali che producono tipicità. Obiettivo è creare un mercato in piazza, che possa contrastare l’attuale contrazione dei consumi procurato anche dalla chiusura di tante attività di ristorazione a causa delle recenti disposizioni governative contro il Covid. Secondo uno studio Il luogo ideale dove sistemare i vari stand espositivi sarebbe la storica sede dell’ex fiera boaria adiacente alla porta di San Domenico, un’area che si presta ad essere sfruttata non solo per l’ampiezza ma anche per la presenza di parcheggi. L’assessore comunale Alfonso Di Basilico dice: «Sul territorio abbiamo una miriade di aziende che producono prodotti doc e dop che costituiscono una valore aggiunto per la nostra economia. Riattivare il mercato nella storica sede fuori dal centro storico e nelle vicinanze di San Domenico significherebbe tornare alle tradizioni del passato dove ogni singolo contadino o ditta potrà vendere, nel rispetto delle normative anti Covid, i propri prodotti sui banchi per offrire al pubblico vere e proprie eccellenze». Di Basilico pone l’accento su alcune realtà: «C’e’ un azienda specializzata nella filiera ovina in zona Cagno che con le proprie pecore, oltre 1800 capi, sta per rilanciare e mettere in commercio lo storico pecorino atriano tutelato dalla Slow food. A ciò si aggiunge la riscoperta della gallina nera atriana grazie all’oasi dei Calanchi e grazie all’’istituto agrario dell’olio extra vergine prodotto dai nostri numerosi frantoi sparsi nelle frazioni. Poi c’e’ il vino Montepulciano doc bio prodotto da alcune cantine che hanno ripristinato i vigneti sui terreni argillosi».(d.f.)
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