Un mese senza vongole, scatta un nuovo divieto per la pesca

Giulianova, ordinanza valida su tutta la costa abruzzese fino al 31 ottobre dopo la richiesta del Cogevo Il presidente del consorzio Di Mattia: «Misura necessaria per salvaguardare il ripopolamento»
GIULIANOVA. Fino alla fine del mese di ottobre sulle tavole degli abruzzesi non ci saranno le vongole pescate nel mare antistante la regione. Il divieto di pesca dei molluschi per 31 giorni è stato sancito da un’ordinanza a firma di Salvatore Minervino, comandante del compartimento marittimo di Pescara. Nel dispositivo si legge che «nel periodo dall’1 al 31 ottobre nel compartimento marittimo di Pescara è vietata la pesca professionale dei molluschi bivalvi (vongole, venus gallina)».
L’ordinanza, va ricordato, è stata richiesta a metà settembre dal Cogevo Abruzzo al fine di completare il periodo annuale di «fermo tecnico obbligatorio della pesca dei molluschi bivalvi nel compartimento marittimo di Pescara per il mese di ottobre 2020». Il tutto in aderenza al regolamento comunitario che prevede periodi di fermo, obbligatori e volontari, per la gestione dello sfruttamento sostenibile delle risorse della pesca nel mar Mediterraneo. Per quest’anno quello di ottobre è l’ultimo fermo per i vongolari. Il prossimo, probabilmente, verrà osservato tra i mesi di febbraio e marzo 2021. Il presidente del Cogevo Abruzzo, Giovanni Di Mattia, che conta su una flotta di oltre 80 pescherecci distribuiti sui porti di Giulianova, Roseto e Pescara, sottolinea: «Quella del fermo, da noi concordato con le autorità, è una misura necessaria a salvaguardia del prodotto e del giusto ripopolamento. Per noi pescatori non è ovviamente un periodo di assoluto riposo visto che in molti hanno trasferito le imbarcazioni nei cantieri della zona per i necessari lavori di manutenzione». Intanto il Cogevo Abruzzo pensa al futuro e sta delineando, assieme all’assessore regionale alla pesca Emanuele Imprudente, un nuovo scenario di ripopolamento e semina della vongola. Afferma Di Mattia: «Stiamo mettendo a punto un progetto, già favorevolmente sperimentato in passato, che apre nuovi orizzonti per il nostro comparto. L’iniziativa consiste nello spostamento del campo di semina e di riproduzione da un chilometro a due chilometri da terra. Il novellame verrà prelevato in zone più prossime alla costa e ridistribuito senza traumi più a largo. In tal modo il ciclo avverrebbe in acque più profonde e più pulite e comunque lontane dai fiumi». Il Cogevo è anche impegnato nel progetto “Fishing for litter”. «L’Ente Porto», afferma Di Mattia, «sta provvedendo alle forniture di bordo necessarie per rendere agevole la rimozione e raccolta in mare dei rifiuti». Per quanto riguarda l’attrezzatura da pesca, il ministero per le Politiche Agricole e Forestali ha richiesto la rendicontazione e la relazione finalizzate alla valutazione ambientale sperimentale relativa all’introduzione di attrezzatura da pesca più selettiva ed ecosostenibile i cui risultati appaiono molto incoraggianti.
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