Un museo del mattone nell’ex fornace

Lo allestirà la società titolare dei negozio di abbigliamento “SottoSopra”, ci saranno un suo punto vendita e un ristorante
TERAMO . Museo, spazio commerciale ed enogastronomia. Sono le tre vocazioni destinate a far rinascere l’ex fornace di Sant’Atto. Il complesso, preziosa testimonianza di archeologia industriale, resterà in parte legato alle sue origine, ma in chiave più attuale diventerà anche un polo di servizi e infrastrutture per la collettività. È quanto prevede il progetto di riqualificazione della struttura e dell’area che si aprono al lato della variante di San Nicolò. Lo sta portando avanti la Vero Srl, società titolare del negozio di abbigliamento “SottoSopra” finito al centro di un contenzioso con l’amministrazione cittadina, risolto con una transazione da 4,3 milioni di euro, per liberare i locali in affitto al piano terra dell’edificio del teatro Comunale. Dopo il trasloco la ditta ha aperto due punti vendita in centro: a corso San Giorgio per gli uomini e in via Carducci per le donne.
A Sant’Atto, però, attiverà il suo negozio principale nello storico immobile in cui troverà spazio anche il museo del mattone. La Vero Srl ha rivitalizzato un Prusst (Piano di sviluppo urbano sostenibile) risalente al 1999 e originariamente proposto al Comune dalla Costruttori Teramani Srl. Il primo via libera da parte dell’amministrazione cittadina è del 2004, ma l’intervento non si è mai concretizzato. La struttura è stata dunque rilevata dalla società titolare del marchio “SottoSopra” che nei giorni scorsi ha ottenuto dalla giunta la conferma dell’autorizzazione al completamento dell’opera. La zona museale prevede che la ditta proponente «oltre a rendere visitabile il camino restaurato con le relative canalizzazioni di aspirazione, nonché la parte di forno Hoffmann ricostruito in base ai disegni originali dell’epoca così da rendere comprensibile il sistema di cottura a camere adiacenti e successive, realizzerà due zone espositive dedicate: una alle lavorazioni del mattone nel piazzale e l’altra alla fase di cottura». L’area espositiva ospiterà anche uno dei primi macchinari per la produzione industriale dei laterizi risalente ai primi del Novecento. Ci sarà, inoltre, uno spazio didattico con schermi interattivi. La seconda zona, realizzata all’interno del cunicolo principale del forno, comprenderà foto e documenti d’epoca oltre alle copie dei disegni originali di Hoffmann datati 1869. I visitatori avranno a disposizione anche un congruo numero di posti nel parcheggio annesso alla struttura. «Si tratta di un intervento particolarmente significativo», spiega l’assessore all’urbanistica Graziano Ciapanna, «per la riqualificazione di uno spazio importante e di un reperto della prima industrializzazione».
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