Un’odissea per tornare dall’Argentina

Due studenti teramani ancora bloccati a Buenos Aires. Uno si potrà laureare domani in via telematica
TERAMO. Si è trasformato in un’odissea il tentativo di due studenti universitari teramani di rientrare in Italia dall’Argentina. I due ragazzi, Daniele Perillo e Sante Del Sordo, sono ancora in Sudamerica e hanno raccontato la loro vicenda al sito di informazione Emmelle che ha pubblicato una loro lettera. Dovrebbero rientrare, non si sa ancora quando, con un volo organizzato dall’ambasciata italiana. Per il loro rientro dall’aeroporto di arrivo in città si sta muovendo anche l’università di Teramo, come ha comunicato allo stesso sito il rettore Dino Mastrocola. Intanto Perillo, che si trovava da qualche tempo a Mendoza, citta argentina vicina alle Ande, con il programma Erasmus, e che avrebbe dovuto laurearsi in Enologia il 25 marzo, potrà discutere ugualmente la tesi e conseguire la laurea domani, grazie a un collegamento telematico dall’Argentina, così come ha fatto sapere lo stesso rettore. Ed è per il momento la prima buona notizia per i due ragazzi che stanno vivendo – al pari di tanti altri italiani bloccati all’estero dopo l’esplosione della pandemia – un periodo a dir poco travagliato. Perillo è arrivato a Mendoza a metà gennaio per un corso di studi, mentre Del Sordo è andato in Argentina per una vacanza all’inizio di marzo. Dovevano fare rientro a Roma il 22 marzo ma con l’emergenza sanitaria nel frattempo creatasi in Italia per loro sono cominciati i problemi. Il volo per l’Italia è stato cancellato, e solo dopo molte peripezie e un periodo di quarantena hanno trovato un biglietto per un autobus da Mendoza a Buenos Aires. Dopo un viaggio di 16 ore – la distanza fra le due città è di oltre 1100 chilometri, che però i bus normalmente percorrono in un tempo inferiore – l’autobus sul quale viaggiavano è stato bloccato alle porte di Buenos Aires per questioni sanitarie e i due ragazzi sono riusciti ad arrivare in città solo molto più tardi, 30 ore dopo la partenza. Nella capitale hanno trovato una sistemazione in un ostello e adesso aspettano il volo della Farnesina. Della loro situazione si è interessato anche il sindaco Gianguido D’Alberto che si è messo in contatto con loro per sostenerli e fargli sentire l’appoggio di tutta la cittadinanza. I due ragazzi, sempre tramite il sito Emmelle, hanno voluto ringraziare coloro che si stanno adoperando per riportarli in Italia «Non troviamo le parole, non solo per ringraziare il rettore Dino Mastrocola, ma tutta l'Università di Teramo che non ci ha mai abbandonato dall'inizio di questa imprevedibile vicenda, insieme al console italiano di Mendoza Piero Vaira, e soprattutto la sua collaboratrice Eugenia Fernanda Ferrer che ha preso a cuore la nostra situazione e ha cercato di aiutarci in ogni modo, ma soprattutto non troviamo le parole per ringraziare la comunità tutta, la stampa e il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, che si è subito attivato appena appresa la notizia raggiungendoci in videochiamata per fornirci supporto».

