Un picchetto di 50 alpini per l’addio a Danilo Lesti

Sant’Egidio, i commilitoni arrivati da Vipiteno rendono omaggio al caporale morto a 34 anni su Monte Piselli. Il sindaco: «Perdita difficile da accettare»
SANT’EGIDIO ALLA VIBRATA. La chiesa del Sacro Cuore a Sant’Egidio era stracolma, ieri pomeriggio, per i funerali del caporal maggiore scelto degli alpini Danilo Lesti, morto a 34 anni venerdì scorso su Monte Piselli. Il militare, appassionato di arrampicata, è caduto da una parete di 500 metri mentre cercava di aprire una nuova ferrata. La funzione religiosa è stata celebrata da don Claudio Recchiuti, cappellano della caserma di Chieti, insieme al parroco santegidiese don Luigino Scarponi.
In chiesa oltre agli amici e ai familiari erano presenti molti colleghi di lavoro di Lesti e diverse rappresentanze del Corpo degli alpini. Da Vipiteno, dove il caporal maggiore prestava servizio nel quinto reggimento, sono giunti in pullman oltre 50 alpini che si sono schierati in piazza insieme ai rappresentanti dell’Ana (associazione nazionale alpini) e a una delegazione del nono reggimento di stanza all’Aquila, il reparto dove Lesti stava per trasferirsi, e hanno reso gli onori militari al commilitone e portato a spalla il feretro. Il tenente colonnello Carmelo Pizzino ha detto: «Danilo mancherà a tutti, era un ragazzo stupendo con tanta voglia di fare, generoso e con una vera passione per la montagna».
Al funerale erano presenti i sindaci di Civitella del Tronto Cristina Di Pietro (la famiglia Lesti è originaria di Santa Reparata, frazione civitellese) e di Sant’Egidio Elicio Romandini con tutta l’amministrazione e la minoranza, rappresentata da tre consiglieri. Tanti anche gli abitanti della frazione di Villa Marchesa, la contrada di Sant’Egidio dove risiede la famiglia di Danilo. Il sindaco Romandini, molto provato, ha detto: «Non è semplice accettare la morte di un concittadino giovane come Danilo. La sua morte ha sorpreso tutti sconvolgendo la cittadina. Come amministrazione siamo vicini ai cari in questo moment». All’uscita della bara ci sono stati applausi scroscianti.
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