Un precedente mette i brividi: il Genoa dalla A alla C1

12 Giugno 2015

TERAMO. Quali potrebbero essere gli scenari della giustizia sportiva? Se i fatti contestati dalla procura di Catanzaro dovessero trovare riscontri, il Teramo rischierebbe davvero grosso. Si va dalla...

TERAMO. Quali potrebbero essere gli scenari della giustizia sportiva? Se i fatti contestati dalla procura di Catanzaro dovessero trovare riscontri, il Teramo rischierebbe davvero grosso. Si va dalla pena più "lieve", cioè una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di B per responsabilità oggettiva (il presidente Luciano Campitelli non avrebbe avuto un ruolo attivo nella vicenda), alla pena più grande, cioè la retrocessione all'ultimo posto nel campionato appena concluso (e conseguente ripartenza dalla D), passando attraverso la perdita del titolo acquisito, nel caso di responsabilità diretta del Teramo (ruolo attivo di Campitelli). Tutto questo senza che l'illecito sia stato consumato per forza.

Se fosse accertata la responsabilità diretta del Teramo, c'è un precedente che agita i pensieri dei tifosi biancorossi ed è quello riferito alla gara Genoa-Venezia (3-2) dell'ultima giornata del campionato di serie B 2004-2005, che valse la promozione ai liguri. «In quel caso fu comprovato un illecito tra il Genoa, che ambiva alla A, e il Venezia, ormai retrocesso», ha ricordato ieri ai microfoni del Tg3 Abruzzo Tommaso Marchese, esperto di diritto sportivo, «con la conseguente retrocessione dei genoani all'ultimo posto del campionato di competenza (la B, ndc) e l'ulteriore pena di tre punti di penalizzazione da scontare nel campionato successivo (la C1, ndc)». Il Genoa, insomma, dalla A si ritrovò in C1 perché coinvolto con responsabilità diretta. Nel caso in questione fu trovata una valigetta piena di soldi (250mila euro in contanti) nell'auto di un collaboratore del Venezia. Era la prova della combine. A nulla servì la tesi difensiva in base alla quale quei soldi servivano come prima somma stanziata per l'acquisto di un giocatore del Venezia (il difensore paraguaiano Ruben Maldonado). Il presidente del Genoa Enrico Preziosi e il direttore generale rossoblù Stefano Capozucca furono inoltre inibiti per cinque anni dalla commissione disciplinare.

Fino a quando bisognerà aspettare che la giustizia sportiva si pronunci su Savona-Teramo e sulle altre partite emerse nell'ambito dell'operazione "Dirty soccer"? «La speranza è che le pene si conoscano prima dell'avvio dei campionati», dice l'avvocato Umberto Calcagno, consigliere Figc ed ex giocatore del Giulianova alla fine degli anni 90, «altrimenti ci sarebbero dei problemi notevoli nell'organizzare la prossima stagione. Parlare di tempi, però, è al momento prematuro. Le indagini potrebbero anche essere più lunghe e c'è il rischio che, per ipotesi, emergano atti secretati a fine luglio o all'inizio di agosto. Vedremo giorno per giorno cosa accadrà. La situazione del Teramo? Mi dispiace molto quello che ho sentito nelle ultime ore. Il dispiacere è doppio, tra l'altro, perchè si tratta di una piccola realtà che con questa promozione in B aveva fatto parlare di sè, al pari di Carpi e Frosinone, dando lustro a tutto il movimento. Speriamo che questa vicenda si risolva in fretta e nel migliore dei modi per i colori biancorossi». L'ennesima estate calda del calcio italiano è solo all'inizio.

Gaetano Lombardino

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