Un referendum sul futuro del centro storico

Cittadini riuniti in comitati decisi a depositare il quesito per la rigenerazione dell’area del teatro romano
TERAMO. Una proposta di refendum per un piano di rigenerazione urbana dell’area del centro storico che abbraccia il teatro romano e che comprende via Muzii, piazza Verdi, via Stazio, vico del Cigno, via Vincenzo Irelli, via Paris e via Teatro Antico.
A promuoverla sono diversi cittadini, rappresentanti di associazioni e comitati di quartiere che ieri mattina hanno dato mandato al presidente dell’associazione Teramo Città solidale Raffaele Raiola di depositare il quesito referendario in Comune con l’obiettivo di interrogare la cittadinanza sulla volontà o meno di riqualificare la zona. «Una volta dichiarato ammissibile il quesito», spiega Raiola, «si potrà procedere alla raccolta delle 2.500 firme per la richiesta di referendum comunale ai sensi degli articoli 82 e 83 dello statuto del Comune di Teramo. I promotori ritengono che non si possa più tergiversare e sia giunto il tempo per chiedere all’amministrazione un impegno più preciso e deciso sul futuro della nostra città, in particolar modo del centro storico e delle periferie, anche se prendono atto che la giunta comunale condivida questa esigenza».
Per i promotori, di fronte a un tema così importante, sarebbe infatti opportuno chiamare alla partecipazione tutto il corpo elettorale della città «per scegliere se ampliare l’area di intervento, come già proposto dallo studio del professor Carbonara (approvato nel 2012 dal Consiglio comunale)o in alternativa lasciare questa parte del centro storico priva di una nuova identità urbana, e quindi nello stato attuale in cui versa»».
Nello specifico, dunque, i cittadini dovrebbero essere chiamati a esprimersi sulla volontà o meno di una rigenerazione urbana dell’area e l’amministrazione, sempre secondo i promotori, «potrebbe individuare anche un’area più vasta di studio». Inoltre, «all’interno della perimetrazione proposta potrebbero essere individuate più sottozone o comparti tra quelli da sottoporre a soli interventi pubblici e/o quelli da sottoporre a interventi privati o misti (pubblico-privato)».
Uno strumento quello del referedum sul quale il comitato promotore così come i vari comitati di quartiere puntano molto. Solo nei giorni scorsi, infatti, gli stessi comitati insieme al parlamentare Fabio Berardini hanno presentato un quesito referendario in Comune sulla questione del nuovo ospedale, chiedendo con la richiesta di referendum che l’amministrazione proponga alla Regione come unico sito sul quale realizzare il nuovo ospedale quello di Villa Mosca. (a.m.)

