Un ristoratore del centro: «Così non posso riaprire»

20 Maggio 2020

Nicola Giansante della Locanda del Proconsole: «Svantaggiato chi ha spazi piccoli Per questo servono subito delle deroghe, lo Stato deve venire incontro a tutti»

TERAMO. «Mi dica lei come si fa ad adeguare un piccolo locale del centro storico alle nuove norme»: tra i volti e nomi che affollano questa difficile ripresa c’è quello di Nicola Giansante, ristoratore teramano, titolare della locanda del Proconsole in via Vittorio Veneto.
Oggi prepara solo cibo da asporto e la riapertura non è sicuramente dietro l’angolo. «Se non mi dicono come fare», dice Giansante 71 anni di cui 50 nella ristorazione, «io non so come ripartire. Io vorrei continuare, ma con queste regole chi ha un locale piccolo non può pensare di fare niente. Per noi ci vorrebbe una deroga».Secondo Giansante per i locali di certe dimensioni le regole andrebbero riviste proprio per consentire a questi ristoratori di non essere tagliati fuori dalla ripresa. «Nel mio locale ci sono 35, 40 coperti», dice, «con le regole per il distanziamento sociale si riducono a meno di 20 e quindi con dei numeri poco convenienti. Ma con le nuove norme sono previsti anche doppi bagni, uno per i dipendenti e uno per i clienti, distanziamenti sociali anche in cucina tra gli operatori. E come si fa? Nel mio locale la cucina è piccola, non ci sono gli spazi. Da giorni invoco risposte dalle varie associazioni di categoria, ma nessuno sa darmi notizie certe. Io vorrei riaprire anche perchè pago un affitto mensile di 1100 euro, ho dei dipendenti e questo lavoro lo faccio davvero con passione. Vorrei che qualcuno si facesse carico anche di noi che abbiamo piccoli spazi». In questi giorni Giansante sta facendo solo da asporto «ma sicuramente non può darmi le entrate necessarie per portare avanti tutto».
Il ristoratore aggiunge: «Capisco chi non riapre perché con queste regole è veramente difficile, però da parte nostra, almeno da parte mia, c’è veramente tanta volontà nel ripartire. Vorrei tornare ad ospitare i miei affezionati clienti, quelli che da tempo mi seguono, vorrei continuare a garantire posti di lavoro. Ma di questo passo veramente non so cosa fare. Ma so con certezza che con queste condizioni non posso riaprire proprio perché le dimensioni del mio locale non mi consentono di fare stravolgimenti». Ma c’è un altro rammarico che Giansante ci tiene a sottolineare: «Percepisco una piccola pensione del settore commercio e per questo mi hanno detto che non posso avere il bonus di seicento euro di questo periodo. Eppure ogni mese, dalla pensione, mi vengono trattenuti duecento euro perché continuo a lavorare. Che controsenso è in questo Paese che aiuta solo alcuni? Io non mi arrendo e continuerò a battermi per chiedere delle deroghe per noi titolari di piccoli locali».
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