Un stabilimento storico sulla fondovalle del Salinello

TORTORETO. La Betafence Italia, che fa parte dell’omonimo colosso belga delle recinzioni, è ospitata in un edificio storico dell’industria tortoretana, affacciato lungo quel motore economico che è la...
TORTORETO. La Betafence Italia, che fa parte dell’omonimo colosso belga delle recinzioni, è ospitata in un edificio storico dell’industria tortoretana, affacciato lungo quel motore economico che è la fondovalle del Salinello. Prima della multinazionale, lì c’era la Metallurgica Adriatica, nata negli anni ‘70 da una costola della M+M. Molti dei dipendenti di oggi, i più esperti, vengono da lì. Nello stabilimento tortoretano, unico del gruppo in Italia, sono lavorati prodotti rinomati e finiti ovunque, persino negli stadi della Serie A di calcio dove garantiscono la sicurezza di atleti e spettatori, tra cui lo Juventus Stadium di Torino, circondato da un recinto Betafence. Come si legge nel suo sito web, la multinazionale è oggi il primo produttore mondiale di recinzioni metalliche, presente in 100 nazioni. Ha otto stabilimenti: a Tortoreto, nel Regno Unito, in Germania, in Belgio, in Polonia, in Sud Africa, in Turchia e negli Stati Uniti. 1400 i dipendenti nel mondo, 155 quelli a Tortoreto. Lontano dalle macchine dello stabilimento di Tortoreto, dove si continuava a lavorare per la grande richiesta dei suoi prodotti, il colosso negli ultimi anni è passato di mano in mano, per finire nel gruppo Præsidiad con sede a Londra al fianco di altri marchi importanti come Hesco e Guardiar, tutti nel campo della sicurezza delle strutture. Præsidiad a sua volta è controllato da pochi anni dal fondo americano Carlyle, che l’ha acquistato da quello britannico Cvc in cui la Betafence era finita nel 2014. Nomi altisonanti della finanza mondiale, con interessi e partecipazioni in tanti e più disparati settori. (l.t.)
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