Un tavolo per i risarcimenti alle aziende

Lo crea l’ente camerale a Teramo. Lanciotti: situazione difficilissima, servono strumenti straordinari
TERAMO. La Camera di commercio istituisce un tavolo di coordinamento per individuare gli strumenti per compensare le imprese dei danni subiti in occasione dell’eccezionale nevicata e delle ultime scosse di terremoto.
Il tavolo sarà coordinato dal presidente Gloriano Lanciotti e sarà composto da un rappresentante di ciascuna associazione di categoria presente in consiglio, dal rappresentante dei sindacati, dei consumatori e delle professioni, da un rappresentante della Regione, della Provincia, del Comune di Teramo nonché dell'Ufficio territoriale della ricostruzione, che avrà il compito di individuare le più appropriate strategie di intervento a sostegno delle attività economiche e di tutti i soggetti residenti in provincia. L’organismo sarà soggetto di riferimento nei confronti del commissario straordinario per la ricostruzione e del vice .
«Nell'immediato sarà presentata una mozione al commissario straordinario per la ricostruzione, al fine di chiedere il posticipo della scadenza dei termini per la presentazione delle domande di sopralluogo sulle abitazioni e sulle attività produttive e la proroga dei termini degli adempimenti fiscali e delle scadenze programmate. Nello stesso contesto, saranno valutate le opportune forme di rivalsa nei confronti di Enel e Terna a favore delle imprese della provincia di Teramo per i disagi e i danni causati dalla perdurante mancanza di energia elettrica», si legge in una nota dell’ente.
«Il sistema delle imprese esce da questa emergenza con le ossa rotte, la gravità dei danni ancora non si riesce a diagnosticare», esordisce Lanciotti, «una delle criticità maggiori per le imprese è stata la prolungata e ingiustificata mancanza di energia elettrica; una situazione simile, per durata ed estensione territoriale, non è riscontrabile in Italia almeno negli ultimi decenni. A ciò si aggiungono i danni provocati, in alcuni ambiti territoriali, dal riallaccio dell'energia con voltaggi non adeguati che hanno comportato guasti a impianti, macchinari, attrezzature d'ufficio. Gli eventi calamitosi hanno determinato danni diretti alle attività economiche, per i quali occorrerà sensibilizzare il governo regionale e nazionale affinché vengano individuati gli strumenti adeguati per compensare le imprese dei danni subiti, anche ad esempio attraverso l'utilizzo degli stessi regimi di intervento previsti dai due decreti legge (189 e 205) emanati dal governo a seguito del sisma del 24 agosto e del 30 ottobre».
Ma Lanciotti fa notare che forse gli effetti indiretti saranno addirittura peggiori. «Le attività agricole e zootecniche sono in ginocchio; oltre ai danni fisici subiti dalle aziende, si registra la perdita totale delle produzioni nei campi che significa azzeramento del fatturato», fa notare il presidente, «gli allevamenti hanno subito perdite ingenti. Il turismo e le attività collegate registrano il totale azzeramento dei livelli di attività, già pesantemente compromessi dopo il terremoto del 24 agosto. Particolarmente penalizzato l'entroterra, in quanto individuato come territorio non sicuro per via della vicinanza con gli epicentri del sisma. Questa visione negativa del territorio, dovuta alla percezione di insicurezza e di pericolo, "contagia" anche il turismo balneare come rilevano gli operatori del settore sulla base dell'andamento delle prenotazioni e del decrescente interesse dei tour operator e dei clienti verso le nostre mete».Effetti negativi anche su artigianato e commercio. «Caso emblematico, ma non unico, il distretto ceramico di Castelli messo in ginocchio dal sisma, ora ancor più penalizzato dalle nevicate», fa notare Lanciotti che sottolinea anche come per il commercio i saldi – importante fonte di guadagno dopo un andamento stentato delle vendite di Natale – non siano partiti a causa della nevicata. Senza contare che dall’entroterra parte della popolazione si è spostata verso la costa. Non a caso il presidente fa notare come nel capoluogo «i segnali di una progressiva marginalizzazione economica e commerciale sono sempre più evidenti». Parole da cui emerge preoccupazione per «una situazione densa di difficoltà e incognite che necessita di essere affrontata con strumenti straordinari e con una governance condivisa tra tutti gli attori del sistema economico locale».
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