«Un ufficio per i soldi agli sfollati»
Lo chiede D’Alberto (Pd) che contesta il sistema usato dal Comune
TERAMO. «Serve un ufficio specifico per l'autonoma sistemazione». A lanciare la proposta è il capogruppo del Pd in Comune Gianguido D'Alberto a seguito delle proteste da parte di sfollati che non hanno ancora ricevuto il contributo economico per il trasferimento in altri alloggi. Secondo l'assessore ai servizi sociali Eva Guardiani i tempi di attesa sono esclusivamente tecnici e determinati dall'enorme quantità di pratiche gestite dal Coc, il centro di coordinamento comunale che gestisce l'emergenza, ma il consigliere ritiene che siano stati anche commessi errori organizzativi. «Si stanno mettendo in affanno famiglie che già vivono il dramma di aver perso la casa», spiega. Colpa, secondo lui, anche del sistema adottato dall'amministrazione che «crea difficoltà ai funzionari alle prese con la gestione di tutte le pratiche legate al sisma». Per questo D'Alberto suggerisce la creazione di un ufficio ad hoc che si occupi solo della verifica delle richieste di autonoma sistemazione e dell'erogazione dei contributi.
Tra le famiglie in difficoltà ci sono soprattutto quelle costrette a lasciare le case popolari e anche su questo punto il capogruppo del Pd sollecita soluzioni rapide. «L'Ater deve intervenire», afferma, «sono passati cinque mesi dall'emissione delle prime ordinanze e non ha fatto ancora nulla». Circa 180 dei 300 alloggi popolari evacuati sul territorio comunale sono stati classificati B e dunque potrebbero essere riaperti con lavori non troppo impegnativi. «Bisogna far rientrare a casa queste famiglie al più presto», insiste il consigliere, «è impensabile che un ente pubblico faccia passare tanto tempo». D'Alberto chiama in causa anche la Regione che deve stanziare risorse per gli interventi sulle case popolari. (g.d.m.)
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