Un volo di palloncini per salutare Nicole

20 Maggio 2014

Una grande folla ha dato l’addio alla ragazza di 19 anni morta sabato scorso dopo uno schianto in moto

MOSCIANO. Sulle note di Allelujah di Leonard Cohen, cantata e suonata alla chitarra dal cugino, il feretro di Nicole Celeste Angelini, la 19enne scomparsa in un incidente in moto lo scorso sabato a Porto d’Ascoli, è entrato nella chiesa di San Michele di Mosciano S. Angelo. Ad attendere il feretro c’erano parenti, amici, compagni del liceo scientifico “Marie Curie” di Giulianova, la scuola che la ragazza frequentava da gennaio. La vita di Nicole si è spezzata troppo presto, a cavallo di una moto Kawasaki, guidata da un amico del fidanzato, tuttora ricoverato ad Ancona in gravi condizioni.

Con la frase «Vogliamo ricordarti com’eri, pensare che ancora vivi, che ancora ci ascolti e che, come allora, sorridi. Ciao Nik, ti vogliamo bene» e una immagine radiosa della ragazza scomparsa, gli amici hanno voluto salutare la 19enne con le lacrime agli occhi. Durante l’omelia, don Ennio Di Giovanni ha ricordato come la preghiera sia il vero conforto per affrontare e superare i momenti dolorosi e ha spronato i tanti giovani presenti ad avere cura della propria vita. «Nicole era la nostra ragazza modello», ha ricordato la zia a fine messa, «e io sarò sempre orgogliosa di lei». La madre, ormai senza più lacrime da versare, ha osservato rassegnata per tutta la durata della funzione la bara di legno chiaro della figlia, mentre il padre cercava di consolare il fratellino più piccolo di Nicole, che avrebbe dovuto ricevere la cresima la prossima settimana. I versi di una poesia dedicata alla mamma, scritta dalla stessa Nicole e letta da un’amica, e le ultime note suonate dalla 19enne sul pianoforte hanno concluso la funzione religiosa. All’uscita, dopo lunghi attimi di attesa, riempiti da un silenzio quasi assordante, un lungo applauso e le note della canzone “River flowers in you” di Yruma, una delle canzoni che Nicole amava suonare al pianoforte, hanno accolto il feretro. I compagni hanno poi fatto volare palloncini bianchi e celesti, che rappresentavano la purezza di una vita spezzata nel fiore degli anni e come il secondo nome di Nicole, Celeste. Con un cartellone cosparso di foto della giovane e con scritto l’inciso di un’altra canzone, stavolta dell’artista Coen, gli amici hanno accompagnato il corteo funebre verso il cimitero: «Anche se ho le ali sporche di sangue un giorno volerò da te e questo sangue mi ha reso grande. Per questo volerò da te».

Margherita Totaro

©RIPRODUZIONE RISERVATA