Una campagna per salvare il Polittico

A maggio partirà la raccolta di firme del Fai per vincere il concorso dei “Luoghi del cuore” e trovare i fondi per restaurarlo
TERAMO. Una raccolta di firme per far vincere al polittico di Jacobello del Fiore la classifica dei “Luoghi del cuore” e il relativo contributo per il restauro. L’inizio a giorni dei lavori di recupero della chiesa di San Giuseppe, in cui torneranno le opere pittoriche della bottega dell’artista Majewski ora ricoverate altrove. La promessa di riuscire a spendere il milione e mezzo del ministero e l'uguale stanziamento della Fondazione Tercas per il recupero funzionale del teatro romano d’Interamnia. Il restauro a Corropoli del gruppo ligneo della Madonna di Mejulano grazie a un industriale mecenate. Di buoni propositi e di progetti concreti si è parlato ieri mattina a palazzo Melatino nell’incontro sul patrimonio culturale organizzato dalla Fondazione Tercas, dal titolo “Art Bonus, mecenatismo, partecipazione collettiva”.
L’incontro partiva dall’Art Bonus, il beneficio fiscale introdotto da una legge del 2014 per incoraggiare gli interventi dei privati, imprese soprattutto, in favore dei beni e attività culturali. La legge 106 voleva (e vuole) incentivare il mecenatismo, prevedendo un credito d’imposta pari al 65% della somma donata. I soggetti? Praticamente tutti: possono essere mecenati le persone fisiche, enti non commerciali, società ed enti commerciali, imprenditori individuali, fondazioni di origine bancaria. Eppure, nonostante l’evidente beneficio fiscale, la legge 106 del 2014 è pressoché sconosciuta e inapplicata, specie in Abruzzo. Il convegno della Fondazione Tercas mirava a far conoscere questo strumento normativo.
I lavori, aperti da Enrica Salvatore, presidente della Fondazione, e dal vescovo Lorenzo Leuzzi, hanno visto la presenza di Carolina Botti, referente Art Bonus per il Mibact (ministero Beni e Attività culturali), e di Marcello Bosica, direttore dell’Agenzia demanio d’Abruzzo, che hanno spiegato i benefici introdotti dalla legge (il sito è artbonus.gov.it). Si è andati sul concreto con l’intervento di Giuseppe Olivieri, industriale della calzatura. Grazie a lui, ha sottolineato Giovanna Marinelli, capo delegazione del Fai (Fondo ambiente Italia) Teramo, sarà restaurata la Madonna di Mejulano, statua lignea del XIII-XIV secolo, opera importante per la comunità di Corropoli, che ospiterà quest’anno le Giornate di primavera del Fai. Marinelli, inoltre, ha sposato la battaglia condotta da tempo (e raccontata solo dal Centro) dalla storica dell’arte Raffaella Morselli, docente nell’ateneo teramano, per salvare dal degrado il polittico di Jacobello del Fiore custodito nel duomo, opera identitaria con la prima immagine di Teramo. “L’incoronazione della Vergine” (1414-17), capolavoro del tardo-gotico veneziano, ha avuto solo un restauro (sbagliato) nel 1913, poi più nulla, ha denunciato Morselli. A maggio partirà la raccolta firme del Fai Teramo per gareggiare e vincere la classifica dei “Luoghi del cuore” da salvare: in palio il contributo Fai e Intesa San Paolo. «Se alla fine mancheranno delle risorse, la Soprintendenza farà la sua parte» ha promesso Rosaria Mencarelli, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo. E poi? Morselli ha ipotizzato «una collocazione moderna, museologica» (chissà che ne pensa il vescovo, che non era più in sala) per fare del prezioso polittico il richiamo del turismo culturale a Teramo e il perno di «una grande mostra sul Rinascimento d’Abruzzo».
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