Una coop di Mafia Capitale anche al Comune di Teramo

Svolge dal 2009 il servizio di refezione scolastica. Brucchi: siamo tranquilli E spunta un appalto per le pulizie, in vigore da tre anni, pure alla Asl
TERAMO. Roma non è lontana e Mafia Capitale nemmeno. A Teramo già da tempo opera uno dei perni dell'inchiesta sul "Mondo di mezzo", il gruppo di cooperative La Cascina.
Una coop che fa capo al gruppo romano, la Vivenda, già dal 2009 si è aggiudicata l’appalto per la refezione scolastica del Comune di Teramo. Una gara che vide un “testa a testa” fra la teramana Pap e la Vivenda, aggiudicata a quest’ultima perchè ottenne un punteggio superiore sul requisito della qualità. Un appalto della durata di 5 anni, scaduto l’anno scorso. Ma anche nel nuovo appalto La Cascina non è uscita di scena: nel 2014 si è di nuovo aggiudicata la gara, per altri cinque anni, ma in Ati (associazione temporanea d’impresa) con la Pap.
Il sindaco Maurizio Brucchi non è preoccupato del lungo rapporto fra l’ente che amministra e una cooperativa coinvolta nell’inchiesta su Mafia Capitale. «Abbiamo ricevuto comunicazioni dagli organi giudiziari, sono stati nominati degli amministratori», commenta Brucchi, «noi siamo tranquilli. La cooperativa non ci ha dato problemi di nessuna natura, le persone con cui collaboriamo, le rarissime volte con cui ci ho parlato, mi sono sembrate serie, degne della massima fiducia. Per quanto ci riguarda l’appalto, funziona».
Ma il gruppo La Cascina ha rapporti anche con un’altra amministrazione: la Asl di Teramo. Da tre anni, infatti, si occupa di pulizie negli ospedali. In questo caso però – precisa il direttore generale della Asl Roberto Fagnano – si tratta di un appalto Consip in cui la scelta è centralizzata a livello nazionale e viene “subita” dalla Asl.
Ma a parte gli appalti in corso, la Asl sta affrontando un’altra situazione spinosa su una gara che andrà a conclusione nei prossimi giorni. Si tratta di un appalto da 28 milioni 999mila euro, per la ristorazione nei prossimi 5 anni. E il gruppo che secondo i magistrati della Dda della procura e i carabinieri del Ros era incardinato nell'organizzazione criminale gestita dall'ex terrorista dei Nuclei armati rivoluzionari Massimo Carminati e dal suo braccio destro Salvatore Buzzi, è uno dei sette partecipanti. La Asl di Teramo, appreso che a luglio con un decreto il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha adottato nei confronti di una serie di cooperative coinvolte in Mafia Capitale un provvedimento di informativa interddittiva antimafia che nei fatti esclude dalla partecipazione a gare d’appalto le società interessate, ha escluso la cooperativa romana. Che però ha chiesto alla Asl di essere riammessa alla gara. In sostanza il tribunale di Roma il 27 luglio ha disposto l'amministrazione giudiziaria per 6 mesi del gruppo La Cascina e quindi sono stati nominati tre nuovi amministratori, per cui è finito il commissariamento disposto dalla prefettura di Roma: con la nomina dei nuovi vertici è venuto meno il presupposto del provvedimento interdittivo antimafia. E la Asl ha dovuto riammettere la cooperativa del gruppo che in tutta Italia conta 7.600 dipendenti ed eroga 37 milioni di pasti all’anno. Se la cooperativa si aggiudicherà anche il mega appalto alla Asl si saprà fra qualche giorno.
Certo è che le cooperative del gruppo spuntano un po’ dappertutto: il centro di Campli che ospita i richiedenti asilo è gestito dalla Domus Caritatis, travolta in pieno dall’inchiesta sul “Mondo di mezzo”, visto che il suo vicepresidente Tiziano Zuccolo fu arrestato a giugno.
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